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Depuratore del Garda, il Presidio in guerra

Per gli ambientalisti l’impianto a Lonato «non è la soluzione ai problemi veri del lago di Garda»

Depuratore del Garda, il Presidio in guerra

Dopo la presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica del depuratore del Garda avvenuto la scorsa settimana non poteva mancare la reazione del Presidio 9 Agosto che ha diffuso un comunicato stampa con osservazioni importanti rispetto a quanto presentato dal Prefetto Polichetti e da Acque Bresciane con la promessa che i volontari del Presidio continueranno a «documentare che la proposta fatta non è la soluzione per i problemi veri del lago di Garda. Attendiamo la convocazione della Conferenza dei Servizi e gli sviluppi della Valutazione di Impatto Ambientale – scrivono -. Studieremo a fondo ogni singola riga del progetto per contrastare un’opera così impattante, complessa e controversa. Torneremo inoltre sui territori interessati per informare e confrontarci con i cittadini e le cittadine e per vedere quali saranno le reazioni della politica locale».

Depuratore

Secondo il Presidio 9 Agosto «gli stessi tecnici hanno dovuto ammettere la complessità estrema e le enormi difficoltà incontrate per progettare il tracciato dei collettori che si dipana in un territorio con caratteristiche orografiche tutt’altro che favorevoli. Dover inoltre superare o affiancare grandi infrastrutture come autostrade e linee ferroviarie è la prova di quanto quest’opera così complessa avrà un impatto negativo su un territorio a tutt’altra vocazione e le cui fragilità non sono state tenute in alcun conto».

Altra grande preoccupazione per il Presidio 9 Agosto è la ricaduta sui singoli cittadini bresciani dei costi dell’opera, 300 milioni di euro: «L’opera è economicamente insostenibile e il ricorso al project financing (ovvero l’ingresso di capitali privati che richiederanno la restituzione dell’investimento con relativi interessi) si tradurrà in rincari inevitabili nelle bollette dell’intera provincia, con l’ombra di A2A che incombe».

E che dire della paura degli ambientalisti per lo scarico previsto nel fiume Chiese. Secondo il Presidio 9 Agosto «per determinare l’impatto sul fiume Chiese è stato utilizzato il solo indice LIMECO applicato ai dati ARPA, un parametro ampiamente ritenuto da molti scienziati insufficiente per descrivere la reale resilienza e lo stato di salute di un corso d’acqua. Si è quindi ignorato il recente e approfondito studio sullo stato ecologico del Chiese finanziato da Regione Lombardia e sviluppato da CIRF ed ERSAF. Addirittura, da una prima rapida verifica, sembra che i tecnici di Acque Bresciane non fossero neppure a conoscenza della sua esistenza».

Presidio 9 Agosto

Il progetto del depuratore del Garda è stato ideato per paura di un deterioramento delle condotte sub-lacuali che si sarebbero trasformate in bombe ecologiche. Il Presidio 9 Agosto argomenta che «il commissariamento è stato presentato come necessario proprio in considerazione del pericolo di una bomba ecologica «che in realtà era del tutto inesistente. Ora, però, prevedono di mettere una nuova tubazione sublacuale tra Toscolano e Salò. Ma se esistono materiali nuovi, sicuri ed economicamente interessanti, perché non si è mai considerato di sostituire il tubo attuale?».