Turismo

Brescia, un paradiso per l’undertourism: cos’è e perché la provincia ha i numeri per vincere

Non soltanto grandi attrazioni e destinazioni da tutto esaurito. Il turismo dell’estate 2026 premia sempre più i territori capaci di offrire autenticità

Brescia, un paradiso per l’undertourism: cos’è e perché la provincia ha i numeri per vincere

Non soltanto grandi attrazioni e destinazioni da tutto esaurito. Il turismo dell’estate 2026 premia sempre più i territori capaci di offrire autenticità, esperienze, produzioni locali e un rapporto diretto con le comunità. Una tendenza che assegna alla provincia di Brescia un ruolo di primo piano, grazie a 3.881 imprese artigiane operanti nei settori maggiormente interessati dalla domanda turistica, pari al 12,4% dell’intero artigianato provinciale, nelle quali lavorano 12.398 addetti. Lo rivela uno studio di Confartigianato.

Brescia seconda in Regione per artigianato turistico

Brescia è  la seconda provincia lombarda, dopo Milano, sia per numero di imprese artigiane legate al turismo sia per occupazione nel comparto. Un sistema diffuso che comprende 1.036 attività manifatturiere e di servizio, 647 ristoranti e pizzerie, 631 imprese agroalimentari, 627 aziende dell’abbigliamento e delle calzature, 422 imprese dedicate al trasporto delle persone, 270 bar, caffè e pasticcerie, 178 attività editoriali e 69 realtà culturali, ricreative e dell’intrattenimento.

È quanto emerge dall’elaborazione dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, che fotografa una provincia nella quale il turismo non alimenta soltanto alberghi e ristorazione, ma attiva un’estesa filiera di piccole imprese: dai prodotti alimentari alla moda, dai servizi alla persona alla mobilità, dalla cultura alle lavorazioni manifatturiere.

Previsti 5270 nuovi ingressi nell’estate 2026

Segnali particolarmente positivi arrivano dal mercato del lavoro. Nel trimestre compreso tra luglio e settembre 2026, le imprese bresciane dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici prevedono 5.270 nuovi ingressi su 36.490 a livello regionale. Rispetto allo stesso periodo del 2025 la domanda cresce del 7,8%, più del doppio rispetto al +3,7% lombardo e in netta controtendenza rispetto alla flessione dello 0,5% registrata dal settore a livello nazionale. Anche in questo caso Brescia si colloca al secondo posto in Lombardia per numero di assunzioni programmate, alle spalle soltanto di Milano.

Un’espansione che continua però a scontrarsi con la difficoltà di reperire personale: a livello lombardo oltre un’assunzione turistica su due, il 52,8%, è considerata difficile da realizzare, una quota superiore a quella rilevata per il complesso dell’economia regionale.

Brescia tra i territori più attrattivi per gli stranieri

A rafforzare la vocazione internazionale del territorio è il peso dei visitatori stranieri, che rappresentano il 72% delle presenze turistiche in provincia di Brescia, contro una media lombarda del 68,1%. Brescia si posiziona al terzo posto regionale, dopo Como e Lecco, confermandosi tra i territori più attrattivi per la clientela proveniente dall’estero.

Il quadro provinciale si inserisce nel nuovo fenomeno dell’undertourism, vale a dire la scelta di destinazioni alternative alle mete più congestionate e di viaggi basati su esperienze, visite ai laboratori, aziende e luoghi nei quali nasce il made in Italy. Una modalità di vacanza scelta nel trimestre estivo dal 21,3% dei turisti, contro il 7,6% del 2019. A livello nazionale sono 205mila le imprese artigiane, con 544mila addetti, protagoniste di questa forma di turismo diffuso e sostenibile.

Eugenio Massetti

«Il turista di oggi non cerca più soltanto un luogo da fotografare, ma vuole comprenderlo, viverlo e incontrare chi lo rende unico – sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia –. In questo senso Brescia possiede una ricchezza difficilmente replicabile: i laghi e le montagne, le valli, i borghi, le città d’arte, la Franciacorta, il Garda e una rete capillare di imprese che custodiscono saperi, produzioni, tradizioni e qualità dell’accoglienza».

«L’artigianato – prosegue Massetti – trasforma il soggiorno in un’esperienza: attraverso un prodotto tipico, un laboratorio, una bottega, un ristorante, un’opera artistica o un servizio costruito sulle esigenze della persona. È un modello opposto al turismo impersonale e “mordi e fuggi”: distribuisce valore sul territorio, genera occupazione e aiuta a mantenere vive anche le località più piccole e meno conosciute».

Secondo Confartigianato Imprese, la crescita della domanda deve ora essere accompagnata da politiche capaci di rafforzare i collegamenti, la formazione professionale, la promozione coordinata delle destinazioni e l’incontro tra imprese e lavoratori.

«I numeri delle assunzioni dimostrano che il comparto ha voglia di crescere, ma la difficoltà nel trovare personale rischia di diventare un freno strutturale – conclude Massetti –. Occorre lavorare sulla formazione, rendere più attrattivi i mestieri dell’accoglienza e costruire un’offerta territoriale integrata. La sfida non è portare tutti negli stessi luoghi, ma consentire a ogni parte della provincia di esprimere la propria identità. Brescia può diventare un laboratorio nazionale di turismo diffuso, sostenibile e legato al saper fare»