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Turismo estate 2026, Confesercenti: “Aumentano i turisti ma diminuisce la spesa media individuale”

Quaresimini e Maggioni: "Ad essere privilegiati trasporto e alloggio rispetto a shopping, somministrazione e consumi accessori"

Turismo estate 2026, Confesercenti: “Aumentano i turisti ma diminuisce la spesa media individuale”

Turismo estate 2026, Confesercenti: “Aumentano i turisti ma diminuisce la spesa media individuale”. Si tratta del cosiddetto fenomeno della “Rarefazione del valore” messo in evidenza da Barbara Quaresmini, Presidente Confesercenti Lombardia Orientale e  Andrea Maggioni Presidente Confesercenti – AssoTurismo Regione Lombardia.

 

Il fenomeno

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di “Rarefazione del valore”?

“Chi parte continua a viaggiare, ma modifica le proprie priorità. La spesa si concentra su trasporto, alloggio ed esperienze, mentre diminuiscono shopping e acquisti. Si accorciano anche i soggiorni: calano del 5% quelli tra sette e dodici notti, mentre prevalgono quelli di quattro-sei notti – hanno evidenziato Quaresimini e Maggioni – . La tendenza emerge anche dall’Osservatorio Italiano delle Destinazioni Balneari di JFC. Pur riferito al turismo balneare, evidenzia dinamiche riconducibili anche ai territori lombardi. A fronte di un aumento previsto del 4,6% delle presenze e di una crescita media dei prezzi del 4,2%, il fatturato del comparto è stimato in aumento di appena il 2,9%. È il fenomeno della “rarefazione del valore”: aumentano i turisti, ma diminuisce la spesa media individuale, privilegiando trasporto e alloggio rispetto a shopping, somministrazione e consumi accessori”.

E nel Bresciano?

“Una dinamica che interessa anche il Lago di Garda e la provincia di Brescia, dove diventa strategico puntare sull’aumento della permanenza media, sulla destagionalizzazione e sulla valorizzazione dell’intero territorio, distribuendo i flussi anche verso località meno conosciute e aumentando il valore economico di ogni soggiorno – hanno sottolineato – . Insomma, mai come in questa stagione, il comparto commerciale e dei pubblici esercizi con una offerta medio alta fatica ad intercettare i benefici dei flussi turistici, mettendo così in seria difficoltà un comparto che rientra a pieno titolo tra le esperienze iconiche del nostro Paese. Questi dati restituiscono finalmente il giusto peso al territorio bresciano. Essere la prima provincia lombarda per numero di alberghi, davanti anche a Milano, significa poter contare su un patrimonio ricettivo costruito negli anni grazie alla professionalità degli imprenditori e degli operatori turistici, capace oggi di attrarre una clientela internazionale sempre più ampia e qualificata. A questo si affianca un comparto open air in salute, che traina le destinazioni lacuali. Garda e Iseo si confermano tra le mete più richieste dai turisti internazionali e dimostrano come il sistema turistico lombardo abbia saputo diversificare l’offerta con prodotti di qualità per pubblici e budget differenti”.

Il caro carburanti

“Non possiamo però ignorare il rischio rappresentato dall’impennata dei prezzi dei carburanti, che rischia di sottrarre risorse proprio nei giorni di massimo esodo. Chiediamo quindi al Governo un intervento tempestivo di contenimento dei prezzi, calibrato sui giorni di maggiore traffico. Il successo del turismo non si misurerà più soltanto dal numero di arrivi e presenze, ma dalla capacità di trasformare ogni visitatore in valore aggiunto per il territorio, il commercio, la ricettività, la ristorazione e l’intera economia locale. È questa la sfida del turismo lombardo: puntare sulla qualità più che sulla quantità, valorizzando un’offerta integrata, innovativa e sostenibile, capace di consolidare la Lombardia e il Lago di Garda tra le destinazioni turistiche più competitive d’Europa”.

Il rialzo dei prezzi dei carburanti, legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz, ha portato dal 4 al 22 luglio un aumento di 13,5 centesimi per la benzina (+7,5%) e di circa 23 centesimi per il gasolio (+12,5%), con un aggravio di circa 7 e 11 euro per un pieno da 50 litri. Secondo l’Ufficio Economico Confesercenti, se questi livelli dovessero confermarsi, tra luglio e agosto il maggiore costo per famiglie e piccole imprese potrebbe raggiungere i 700 milioni di euro, proprio in concomitanza con il picco dell’esodo estivo.

 

Il quadro

Quanto spiegato sopra deve essere collocato all’interno di un contesto, quello della Lombardia, nel quale il turismo continua ad essere uno dei principali motori economici.  Nel 2025 la regione ha registrato 56,7 milioni di presenze turistiche, di cui il 68% generate da visitatori stranieri, e conta oggi circa 73.000 strutture ricettive, in crescita del 20%, grazie soprattutto allo sviluppo dell’offerta extra-alberghiera:

“Milano, Brescia e Como concentrano il 69% dell’offerta ricettiva regionale. Migliora anche la reputazione digitale della destinazione (sentiment medio di 85,2/100), mentre il 60% della spesa turistica digitale proviene da visitatori stranieri. La Germania resta il primo mercato estero, con la crescita di Stati Uniti, Medio Oriente e Asia”.

Brescia, prima provincia lombarda per numero di alberghi

Brescia si conferma come prima provincia lombarda per numero di alberghi come evidenziato dal Rapporto sul Turismo in Regione Lombardia 2025 dell’Osservatorio Regionale del Turismo e dell’Attrattività in capo all’Assessore Debora Massari:

“Sono 713 strutture contro le 691 di Milano. Il territorio conta complessivamente 9.677 strutture ricettive, di cui 713 alberghiere e 8.964 extra-alberghiere, ed è secondo solo a Milano anche per hotel cinque stelle e cinque stelle lusso (19 contro 33) – hanno spiegato – .  Il 72% delle presenze bresciane è rappresentato da turisti stranieri, soprattutto grazie al Lago di Garda. Anche il tax free shopping conferma la capacità del territorio di attrarre visitatori ad alta capacità di spesa: escluso il Quadrilatero della Moda di Milano, Garda e Lago di Como guidano la classifica lombarda, con una clientela proveniente soprattutto da Medio Oriente, Stati Uniti e Israele”.

Le tendenze parlano inoltre di italiani che amano l’Italia e continuano a sceglierla come meta delle loro vacanze: il mare al primo posto seguito da montagna e laghi.

 

La crescita del mercato USA ed alcune difficoltà del mercato tedesco

“Il mercato tedesco continua a rappresentare il principale bacino turistico del Lago di Garda e della provincia di Brescia. È vero che quest’anno registriamo una lieve contrazione delle presenze e del potere di spesa, legata soprattutto alla situazione economica interna della Germania, all’aumento del costo della vita e ad una maggiore concorrenza di destinazioni alternative – hanno evidenziato – Parliamo però di un fisiologico assestamento che non modifica gli equilibri del nostro turismo: il visitatore tedesco resta il nostro primo ospite e continua a rappresentare una quota determinante dei flussi, con quasi la metà delle presenze complessive sul Garda ed oltre il 65% nei campeggi. Parallelamente osserviamo una crescita significativa di mercati come Stati Uniti, Polonia, Francia e Brasile, che stanno contribuendo a rendere il nostro sistema turistico più internazionale e meno dipendente da un solo mercato. La sfida non è sostituire il turista tedesco, ma fidelizzarlo ulteriormente e, allo stesso tempo, consolidare questa diversificazione per garantire stabilità e crescita nel lungo periodo”.

Laghi: Garda e Iseo amati a livello internazionale

“Il comparto open air continua a rafforzarsi: per l’estate 2026 Garda e Iseo registrano una domanda internazionale trainata da turisti tedeschi, olandesi, francesi, svizzeri e austriaci. Il dato trova conferma nella saturazione OTA dell’intero prodotto turistico lacuale, che tra il 15 giugno e il 13 settembre raggiunge il 63,1%, contro il 55,6% del 2025, con picchi del 68,3% a giugno e del 69,6% a luglio. Secondo la Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, la Lombardia conta 229 strutture open air, circa 70 delle quali in provincia di Brescia”.