“Prevenzione è Futuro – One Health”: in Poliambulanza il progetto dedicato alla prevenzione.
In Poliambulanza “Prevenzione è futuro – One Health: persone, ecosistemi e comunità per la sanità di domani”
Si terrà giovedì 23 e venerdì 24 luglio 2026 in Fondazione Poliambulanza “Prevenzione è futuro – One Health: persone, ecosistemi e comunità per la sanità di domani”: istituzioni, comunità scinetifica e territorio si confronteranno su ambiente, malattie croniche, salute mentale, città sane, dati e prevenzione di prossimità con l’obiettivo di dare vita ad un manifesto operativo con priorità, responsabilità, investimenti e indicatori misurabili.
Al centro
L’iniziativa, promossa su iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio, riunirà rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, professionisti sanitari, ricercatori, amministratori, università, mondo agricolo, imprese e comunità locali. L’elemento centrale e più concreto delle due giornate sarà la definizione di un Manifesto e di una call to action capaci di tradurre il modello One Health in decisioni verificabili: priorità nazionali e territoriali, strumenti di governance, responsabilità istituzionali, investimenti, tempi di attuazione e indicatori con cui misurare gli effetti delle politiche di prevenzione.
Brescia capitale della prevenzione: qui nasce il modello della salute del futuro
Gian Antonio Girelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio ha evidenziato il ruolo strategico della città di Brescia, che ha definito “città laboratorio della prevenzione del prossimo futuro a livello nazionale”:
«La prevenzione è la politica più lungimirante che possiamo costruire. Significa investire nella salute delle persone prima che nella cura delle malattie, mettendo insieme sanità, ambiente, scuola, lavoro, alimentazione e qualità delle nostre città. Questo il senso dell’approccio One Health: comprendere che la salute non nasce soltanto negli ospedali, ma nei luoghi in cui viviamo ogni giorno. Da Brescia vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la prevenzione deve diventare una priorità strutturale delle politiche pubbliche, non un capitolo marginale della spesa sanitaria. Perché investire in prevenzione significa costruire un Paese più sano, più giusto e anche più capace di garantire nel tempo la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale».
Secondo il Professor Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza:
«La prevenzione è uno dei modi più concreti con cui un’istituzione sanitaria sa leggere i segni del proprio tempo. Significa riconoscere che la salute della persona si costruisce molto prima dell’ingresso in ospedale: nell’ambiente, negli stili di vita, nelle relazioni e nella possibilità di accedere tempestivamente ai servizi. Ospitare questo confronto richiama Fondazione Poliambulanza alla propria responsabilità: contribuire, insieme alle istituzioni e alla comunità scientifica, a una cultura della cura capace non soltanto di rispondere alla malattia, ma di creare le condizioni per prevenirla, senza mai perdere di vista l’uomo nella sua integralità».
Il Dottor Marcellino Valerio, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza ha spiegato che per un ospedale la prevenzione è anche un criterio organizzativo:
«Significa rafforzare la continuità tra ospedale e territorio, intercettare precocemente i rischi, rendere più accessibili screening e controlli e utilizzare i dati per orientare i percorsi e misurare gli esiti. L’obiettivo è concreto: meno accessi evitabili, diagnosi più tempestive e una presa in carico più appropriata. È su questa integrazione tra professionisti, servizi e istituzioni che si costruisce la sostenibilità del sistema sanitario».
Come ha sottolineato Claudio Sileo, Direttore Generale ATS Brescia:
«Il tema della prevenzione è molto caro alla Agenzia che dirigo che ha nel suo stesso nome la mission principale: Agenzia di Tutela della Salute. E la salute si tutela grazie alla prevenzione, sempre più leva strategica per garantire qualità e benessere agli anni di vita, vita che si allunga sempre di più. Ma oggi prevenzione vuol dire anche One Health e noi, in ATS Brescia, stiamo promuovendo da tempo la sostenibilità ambientale, soprattutto in ambito sanitario: ridurre gli effetti negativi da noi stessi indotti vuole dire curare meglio gli effetti sulla salute che i cambiamenti climatici comportano, dando alle politiche di prevenzione anche un valore etico e deontologico».
Luciano Flor, Osservatorio Innovazione Motore Sanità, ha evidenziato la prossima sfida per una prevenzione del futuro:
«Dopo aver vinto la sfida delle malattie infettive e compiuto enormi progressi nella lotta ai tumori grazie a prevenzione e innovazione, oggi è arrivato il momento di compiere un ulteriore salto di qualità: passare dalla prevenzione delle malattie alla promozione della salute. Una sfida che richiede una nuova visione e una forte integrazione tra sanità, ambiente e comunità. Con questo evento vogliamo contribuire a definire strategie concrete per il futuro della prevenzione nel nostro Paese».
Ambiente, alimentazione, salute mentale e città: la prevenzione prima della malattia
La prima giornata, giovedì 23 luglio, sarà dedicata al passaggio dalla visione One Health alla prevenzione primaria. Il confronto partirà dall’impatto sulla salute della qualità dell’aria, degli inquinanti, del cambiamento climatico, delle isole di calore e del microclima urbano, temi sempre più direttamente collegati alle patologie respiratorie, cardiovascolari e metaboliche.
Ampio spazio sarà riservato alla corretta alimentazione, alla qualità della filiera agroalimentare, all’agricoltura sostenibile, alla biodiversità, alla riduzione degli sprechi e all’accesso equo a cibi sani. Altri approfondimenti riguarderanno gli stili di vita, l’attività fisica, il contrasto alla sedentarietà, la prevenzione nei primi mille giorni di vita e la promozione della salute mentale nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità.
Uno dei tratti più innovativi dell’iniziativa sarà il collegamento tra salute e progettazione urbana. Si parlerà di Urban Health, mobilità attiva, verde, rigenerazione degli spazi pubblici, inclusione e benessere psicofisico, ma anche del rapporto tra infrastrutture digitali, data center, consumi energetici, monitoraggio ambientale e intelligenza artificiale. L’obiettivo è comprendere come dati sanitari, ambientali e urbanistici possano essere integrati per individuare precocemente i rischi e programmare interventi personalizzati.
Malattie croniche, screening e prossimità: intercettare il rischio prima del ricovero
La seconda giornata, venerdì 24 luglio, porterà il modello One Health sul terreno della prevenzione sanitaria, della prossimità e della presa in carico. Tra i temi in programma figurano lo screening diffuso di pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, la prevenzione cardiometabolica e del diabete, l’identificazione precoce del rischio cardiovascolare, oncologico, respiratorio, metabolico e neurologico e la continuità assistenziale per le persone con patologie croniche. Particolare attenzione sarà dedicata agli screening oncologici, alle tecnologie digitali per aumentare l’adesione e migliorare il follow-up, al Fascicolo Sanitario Elettronico e alla stratificazione del rischio dei pazienti fragili. Il confronto coinvolgerà anche la medicina generale, gli infermieri di comunità e le farmacie del territorio, chiamate a svolgere un ruolo crescente nella prevenzione e nelle vaccinazioni di prossimità. Un focus specifico riguarderà le vaccinazioni lungo tutto l’arco della vita, dall’età pediatrica agli anziani e alle persone fragili, con approfondimenti su influenza, Covid, pneumococco, HPV, virus respiratorio sinciziale e herpes zoster.
Un confronto nazionale con una forte ricaduta su Brescia
Il programma della due giorni prevede, tra gli altri, l’intervento del Ministro della Salute Orazio Schillaci, insieme alla partecipazione di rappresentanti di Regione Lombardia, Comune di Brescia, Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, ISPRA, università, aziende sanitarie, ordini professionali, associazioni scientifiche e mondo produttivo. La tavola rotonda conclusiva del 24 luglio definirà i contenuti del Manifesto per la prevenzione, chiamato a indicare non soltanto obiettivi generali, ma anche risorse, responsabilità, governance, indicatori di impatto e tempi di realizzazione.