ambiente

Plastic Free: nel Bresciano coinvolti oltre 180 studenti nella lotta alla plastica e all’inquinamento

Complessivamente nell'intera regione sono stati 11.808 gli studenti coinvolti

Plastic Free: nel Bresciano coinvolti oltre 180 studenti nella lotta alla plastica e all’inquinamento

Plastic Free: nel Bresciano coinvolti oltre 180 studenti nella lotta alla plastica e all’inquinamento.

Educare al rispetto dell’ambiente

É bene apprendere le buone pratiche fin da bambini: in questo senso si muovono le attività di educazione ambientale che si sono svolte nell’anno scolastico 2025/2026 promosse da Plastic Free nelle scuole dell’infanzia, così come nelle primarie; ad essere coinvolte anche le secondarie di primo e secondo grado fino alle università. In tutto sono stati realizzati 197 appuntamenti dedicati all’inquinamento da plastica, alla corretta gestione dei rifiuti e alle conseguenze dei comportamenti quotidiani sugli ecosistemi e sulla salute. Complessivamente nell’intera regione sono stati 11.808 gli studenti coinvolti.

Nel Bresciano

Nella nostra provincia sono stati cinque gli istituti scolastici coinvolti, 182 gli studenti in totale nei comuni di Brescia, Gussago e San Felice del Benaco. Come riportato da PrimalaMartesana grande partecipazione anche a Milano con ben 31 istituti che hanno dato modo a 1.782 studenti di incontrare i volontari di Plastic Free.

I dati della Lombardia

Il dato lombardo si inserisce nel bilancio nazionale delle iniziative realizzate da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che nell’anno scolastico appena concluso ha coinvolto 78.682 studenti in Italia attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni. La Lombardia è la regione con il maggior numero di incontri svolti a livello nazionale. Un risultato reso possibile dall’impegno dei referenti territoriali e dalla collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ed educatori, che proseguirà nei prossimi mesi attraverso incontri e attività nei centri estivi.

Come si strutturano gli incontri

Gli incontri vengono modulati in base all’età degli studenti e alternano spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz a momenti di confronto. Ai più piccoli i temi ambientali vengono presentati attraverso un linguaggio semplice e attività ludiche, mentre con gli studenti più grandi vengono approfonditi il ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, le microplastiche, il consumo consapevole e le possibili alternative ai prodotti usa e getta.

Durante numerosi appuntamenti vengono mostrati anche oggetti realmente recuperati nel corso delle raccolte ambientali. I rifiuti rinvenuti sulle spiagge, lungo i fiumi, nei parchi e nelle aree urbane diventano così strumenti educativi capaci di mostrare concretamente la persistenza della plastica nell’ambiente e i danni che può provocare agli animali, agli ecosistemi e alla salute umana.

Le attività non si limitano a fornire informazioni, ma invitano bambini e ragazzi a riconoscere l’impatto delle proprie abitudini: dalla scelta della borraccia al posto delle bottiglie monouso alla riduzione degli imballaggi, dalla raccolta differenziata al corretto conferimento dei piccoli rifiuti. In alcuni casi, agli incontri in aula seguono passeggiate ecologiche e raccolte sul territorio, a partire dalle aree adiacenti alle scuole. Un modo per trasformare quanto appreso in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.

“I numeri raggiunti in Lombardia dimostrano quanto sia cresciuta l’attenzione delle scuole verso l’educazione ambientale e quanto sia importante offrire ai più giovani strumenti concreti per comprendere l’impatto delle proprie azioni – dichiara Matteo Bignardi, referente regionale Lombardia di Plastic Free Onlus –. Coinvolgere 11.808 studenti in 197 appuntamenti significa entrare in tante comunità scolastiche e contribuire a diffondere una consapevolezza che non resta tra i banchi, ma arriva nelle famiglie e nei territori. La tutela dell’ambiente parte anche da gesti semplici, quotidiani, ripetuti: ridurre la plastica monouso, conferire correttamente i rifiuti, rispettare gli spazi comuni. È da qui che si costruisce una cittadinanza più responsabile”.