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Crollo all’acquapark: tutti assolti

Nessun colpevole per l’incidente al parco acquatico «Le Vele»

Crollo all’acquapark: tutti assolti

Tutti assolti per il crollo. Non ci sarebbe nessun colpevole per il crollo al parco acquatico «Le Vele»: per il Pubblico Ministero non sarebbe imputabile alla responsabilità dei tre imputati.

8 agosto 2016

Sono passati quasi 10 anni dall’8 agosto del 2016: quando poco dopo le 14 al parco acquatico «Vele» è scattato l’allarme. Un boato che ha rotto la serenità del parco acquatico sangervasino per il crollo di una torretta che ospitava una suite, i bagni e uno dei sei bar che si trovano all’interno della piscina. Una struttura alta una dozzina di metri che è letteralmente crollata su se stessa, riempiendo l’area davanti a due attrazione del parco di macerie.

E ora c’è una nuova fase della vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti quattro professionisti e ora tre, con l’udienza della sentenza di primo grado che ha prosciolto progettista, costruttore e il tecnico che aveva redatto il certificato di idoneità statica. Stando alle indagini e alle verifiche effettuate dopo il crollo, non ci sarebbero colpe imputabili ai tre, ne legate ai materiali utilizzati, ne alle perizie effettuate ne alle modifiche e variazioni progettuali apportate. Le cause del crollo dunque non sarebbero mai state accertate.

Quella che poteva essere una tragedia ma che fortunatamente non ha registrato feriti, si sta ancora dibattendo tra le aule di tribunale a distanza di dieci anni senza arrivare ad un dunque. Solo il caso ha voluto che in quel momento nonostante il parco acquatico fosse affollato per la settimana d’agosto, nessuno dei bagnanti si trovasse sotto al porticato e nemmeno nelle immediate circostanze. la torretta ospitava infatti un bar e dei locali di servizi oltre ad alcuni appartamenti ai piani più alti.

Udienza

Chiuse a distanza di anni le indagini e le vicende per la responsabilità civile ora ai tre era imputato il reato di disastro colposo: nell’udienza dei giorni scorsi però è emerso che il crollo non sia imputabile alla loro responsabilità ma un insieme di concause, determinato quindi da diversi fattori. Tra questi inadeguatezza dei materiali utilizzati e alcuni calcoli strutturali errati. Tesi che però sono state smentite dai difensori e che hanno portato dunque all’assoluzione.

Dopo il terrore di quel lunedì pomeriggio la piscina aveva riaperto regolarmente l’attività, e ora sta vivendo in pieno la nuova stagione estiva diventando un punto di riferimento per l’estate di tutto il Nord Italia, offrendo sempre nuove attrazioni, spazi curati, iniziative ed eventi, ma subito dopo il fatto non erano mancate le polemiche e le preoccupazioni tra coloro che chiedevano più controlli e verifiche su tutte le strutture del parco acquatico.

La parte di edificio che aveva ceduto era stata infatti costruita poco meno di dieci anni prima. Alla base del collasso dell’edificio, secondo le prime ipotesi, sembrava esserci stato un cedimento strutturale, ma solo le perizie che erano state disposte dal magistrato hanno fatto luce poi sulla vicenda.