È frattura in maggioranza a Sirmione: la sindaca Luisa Lavelli ha revocato con effetto immediato le deleghe alla Sicurezza, Protezione Civile e Demanio conferite all’assessore Massimo Padovan. Il provvedimento è stato adottato a seguito «del venir meno del rapporto fiduciario e dei presupposti necessari a una piena e adeguata collaborazione nell’ambito dell’azione amministrativa e del perseguimento degli obiettivi dell’Amministrazione comunale». Le deleghe sono state assunte pro tempore dal primo cittadino, ma intanto il caso ha preso una piega tutt’altro che semplicemente amministrativa, ma pienamente politica.
L’ex assessore: “Il rapporto di fiducia non è venuto a mancare, silurato perché ho scelto Vannacci”
Molto «dispiaciuto», l’assessore Padovan (ex Fratelli d’Italia) collega la scelta della sindaca alla sua decisione di aderire a Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci.
«Sono molto dispiaciuto per questa decisione, conosco il sindaco da molti anni e non credo che il rapporto di fiducia sia venuto a mancare – ha commentato l’ex assessore – La scelta è legata esclusivamente alla mia decisione di aderire a Futuro Nazionale. Non ho mai nascosto le mie idee politiche e credo che, all’interno di una civica, si possa collaborare anche con idee politiche diverse. Dopo Fratelli d’Italia ho deciso di condividere questo nuovo progetto di Futuro Nazionale che trovo coerente con la mia identità politica. Il sindaco non l’ha accettato ma non pensavo si arrivasse alla revoca delle deleghe. Il lavoro fatto in questi anni è sempre stato proficuo, lei stessa ha dichiarato più volte che gli street tutor (di cui mi sono occupato come assessore alla sicurezza) sono uno strumento importante contro l’over tourism. Dispiace questa scelta perché non ho messo in difficoltà nessuno e non ho intrapreso nessuna azione politica legata a Futuro Nazionale in amministrazione. Credo che la cosa fondamentale sia continuare a lavorare al programma amministrativo e io l’ho sempre fatto».
L’opposizione chiede chiarezza
Da parte dell’opposizione la scelta della sindaca ha aperto diverse domande.
«La comunicazione ufficiale parla di un venir meno del rapporto fiduciario. Una spiegazione che, però, lascia aperte molte domande – hanno commentato da Siamo Sirmione, rappresentato in Consiglio da Marcello Bertoldi e Andrea Volpi – Soprattutto perché la decisione arriva dopo mesi in cui l’amministrazione aveva presentato come positivi i risultati ottenuti sul fronte della gestione della sicurezza e dei flussi turistici. Negli ultimi giorni si è parlato molto del possibile avvicinamento di Padovan al gruppo politico di Vannacci. Se fosse questa la reale motivazione, ci troveremmo di fronte non a una questione amministrativa, ma a uno scontro politico interno alla maggioranza. E ora cosa succede? Le ipotesi sono diverse: una ricomposizione degli equilibri interni, un ulteriore irrigidimento delle posizioni o una crisi più profonda della maggioranza. Una cosa però è certa: togliere le deleghe a un assessore è una scelta politicamente molto pesante. E farlo a metà mandato apre inevitabilmente interrogativi sulla stabilità dell’amministrazione. Noi continueremo a osservare con attenzione gli sviluppi, perché Sirmione ha bisogno di un’amministrazione stabile, concentrata sui problemi del territorio e non sulle divisioni interne. I prossimi giorni ci diranno se si tratta di un episodio isolato o dell’inizio di una crisi politica più ampia».
«Se, fino a ieri, il sindaco Lavelli ha sempre sostenuto che Padovan stesse svolgendo bene il proprio lavoro, perché la fiducia viene meno proprio nel momento in cui decide di aderire ad un nuovo progetto politico? – hanno commentato da Insieme per Sirmione, con i consiglieri Roberto Campagnola e Sofia Ermogene – Se davvero il problema non è la sua appartenenza a Futuro Nazionale, come dichiarato dal sindaco, è legittimo chiedersi perché questa decisione arrivi esattamente dopo quella scelta politica. Ciò che preoccupa è l’immagine di una maggioranza sempre più divisa e fragile. Da tempo sosteniamo che all’interno dell’Amministrazione esistano profonde divergenze, evidenti a partire già dall’iniziale frammentazione delle deleghe di inizio mandato. I cittadini sirmionesi necessitano di un’amministrazione stabile, coesa e concentrata sui problemi del territorio, non di continue tensioni interne e regolamenti di conti politici. Sirmione merita chiarezza: se un assessore è stato rimosso per motivi politici, lo si dica apertamente. Se le motivazioni sono amministrative, allora è doveroso spiegare perché fino a pochi giorni fa il suo operato veniva considerato valido. La trasparenza verso i cittadini viene prima di qualsiasi equilibrio di maggioranza».