Garda sempre più al centro del turismo.
Una stagione turistica, quella del 2026, che promette bene sul lago di Garda: meta che continua ad attrarre i mercati turistici ormai di tradizione ma capace di calamitarne anche di nuovi.
Presenze ai livelli massimi
A tratteggiarne il quadro è la presidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia (con sede a Gardone Riviera) Simona Lorenzoni :
«Per luglio e agosto si registrano alti livelli di prenotazione, un po’ meno a giugno anche se il trend è in crescita – ha spiegato – Abbiamo notato variazioni fra hotel e strutture extra alberghiere: nei primi sono stati registrati picchi nei fine settimana mentre nei secondi le presenze risultano essere più lineari sull’intera settimana. La nostra, inoltre, è una destinazione accessibile anche alla clientela con capacità di spesa non elevata. Ad oggi troviamo il 30% delle camere libere al di sotto dei 200 euro a notte. Ad aumentare sono poi le prenotazioni last minute. Al momento non possiamo che essere soddisfatti, la stagione è iniziata alla grande con la serie di ponti che si sono susseguiti da Pasqua al 2 giugno e in alcune località è stato toccato sino al 90% di occupazione, anche se come Consorzio non puntiamo ad intercettare numeri maggiori di turisti essendo già a livelli massimi».
Oltre al tradizionale turismo tedesco il Garda attrae anche altri mercati
Il Garda esercita ancora grande attrattiva nei confronti del turismo tedesco:
«Rappresenta ancora la metà del totale sul Garda – ha spiegato – Stiamo nel contempo facendo promozione nel Nord e Sud America, in Brasile dove ad essere amato è il cosiddetto turismo delle radici alla scoperta dei luoghi da dove provengono gli avi. Facciamo inoltre promozione anche nell’Est Europa, in Gran Bretagna (già presente sul Garda) e Francia. Da evidenziare un aumento del mercato italiano sul Garda a livello di pernottamenti soprattutto dalla Lombardia (i lombardi sono i più presenti dopo i tedeschi) ma anche da Veneto e Piemonte».
Un lago sempre bello, anche in autunno e inverno
Altro tema del quale si sente sempre più spesso parlare è quello della destagionalizzione:
«C’è da fare ancora molto in questo senso – ha spiegato – anche se nella bassa stagione stiamo iniziando a registrare dei buoni risultati. Sarà necessario promuovere il turismo culturale, il turismo sostenibile, il turismo attivo inteso come turismo sportivo (in questo senso abbiamo in atto diverse progettualità legate al golf data la presenza sul nostro territorio di campi magnifici) e turismo esperenziale. Lavorare sulla destagionalizzazione è di fondamentale importanza dal momento che porta con se anche la delocalizzazione e quindi favorisce nei turisti la conoscenza dell’entroterra».
I grandi eventi e le loro ricadute positive nel tempo
Nei giorni scorsi anche il Consorzio Lago di Garda Lombardia ha partecipato al convegno promosso dall’Assessore al Turismo di Regione Lombardia Debora Massari all’Auditorium Santa Giulia di Brescia sul tema della eredità turistica dei grandi eventi alla presenza, tra gli altri, del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi:
«I grandi eventi sono fondamentali per i nostri territori, per le ricadute a livello commerciale e turistico che ne derivano – ha commentato Lorenzoni- eventi come la 1000 Miglia, il Giro d’Italia, la Colnago, la Centomiglia per citarne alcuni la quale realizzazione è resa possibile dalla lungimiranza e dalla capacità organizzativa delle nostre amministrazioni. L’importante è proseguire con la promozione anche nella fase post evento, sono occasioni importanti per mettere in evidenza le peculiarità dei nostri territori e far conoscere l’entroterra troppo spesso scarsamente o per nulla conosciuto».