L’assessore Alessandro Beduschi

“Cocciniglia dai filamenti cotonosi, nessun pericolo ma vigiliamo”

Le risposte della Giunta regionale alle domande dei lettori: l'assessore all'Agricoltura spiega cos'è la Takahashia japonica che possiamo vedere spesso sugli alberi

“Cocciniglia dai filamenti cotonosi, nessun pericolo ma vigiliamo”

Prosegue la nostra rubrica che mette in contatto diretto Regione Lombardia e i lettori. Scrivete a laregionerisponde@netweek.it e i vari assessori regionali competenti, di volta in volta, risponderanno alle vostre domande e segnalazioni, che possono interessare tutti i lombardi, dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla cultura, dall’economia al sociale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, raccogliendo le istanze locali per portarle all’attenzione della politica.

“Cocciniglia dai filamenti cotonosi, nessun pericolo ma vigiliamo”

Negli ultimi giorni ho notato su diversi alberi della mia zona degli strani filamenti bianchi, come anelli cotonosi appesi ai rami. Molti cittadini sono preoccupati e sui social si leggono le spiegazioni più disparate. Vorrei capire di cosa si tratta davvero e se Regione Lombardia sta intervenendo.
Francesca (Cologno Monzese – MI)

Risponde Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia

Quello che molti cittadini stanno osservando sugli alberi è la cosiddetta cocciniglia dai filamenti cotonosi, nome scientifico Takahashia japonica, un insetto originario dell’Asia comparso in Lombardia negli ultimi anni e ormai presente in diverse aree del territorio regionale.
La sua caratteristica più evidente è data proprio da quei filamenti bianchi ad anello dall’aspetto cotonoso che pendono dai rami. Si tratta degli ovisacchi che contengono migliaia di uova. L’insetto colpisce soprattutto specie ornamentali molto diffuse nei centri urbani, come aceri, gelsi e carpini.

È importante chiarire subito un aspetto: la Takahashia japonica non rappresenta un pericolo per le persone né per gli animali domestici. Non punge, non trasmette malattie e non comporta rischi dal punto di vista sanitario.
Diverso è il discorso per le piante. In presenza di infestazioni particolarmente estese, infatti, può provocare un progressivo indebolimento degli alberi, con disseccamenti di rami e foglie.
Per questo il Servizio fitosanitario regionale segue con attenzione l’evoluzione del fenomeno e raccoglie le segnalazioni provenienti da cittadini e Comuni. Al momento non esiste una soluzione semplice o definitiva: gli ovisacchi sono molto resistenti e i trattamenti chimici, soprattutto in ambiente urbano, risultano spesso poco efficaci o difficilmente applicabili. In molti casi la strategia più utile rimane la rimozione meccanica delle parti colpite attraverso potature mirate.
Non c’è quindi motivo di creare allarmismi, ma è importante mantenere alta l’attenzione. La collaborazione dei cittadini è preziosa: chi riscontra infestazioni particolarmente diffuse può segnalarle attraverso l’app FitoDetective oppure rivolgersi al proprio Comune.
La diffusione delle specie aliene invasive rappresenta una delle principali sfide per la tutela del patrimonio verde. Per questo Regione Lombardia continua a investire nelle attività di monitoraggio fitosanitario e nella salvaguardia degli alberi urbani, una risorsa fondamentale per l’ambiente e la qualità della vita nelle nostre città.