Il caso

Truffa dell’auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale

Con loro, sui sedili posteriori, viaggiavano due minori

Truffa dell’auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale

Truffa dell’auto in panne, si sbracciano per chiedere aiuto ma a fermarsi è il comandante della Locale.

Truffa dell’auto in panne, andata male

Non avevano fatto i conti con la possibilità che a fermarsi per prestare loro aiuto potesse esserci un rappresentante delle forze dell’ordine. É successo a Vestone: i truffatori si sono sbracciati per chiedere aiuto, fermando il veicolo della vittima designata alla quale hanno spiegato di essere rimasti senza benzina e quindi senza possibilità di fare rifornimento per un improvviso malfunzionamento del bancomat.

Con loro viaggiavano due minorenni, il tutto per non destare sospetti e far si che sembrasse una famiglia normale in una condizione di difficoltà. Per far breccia nell’emotività della vittima all’improvviso una donna è scesa dall’auto mostrando sullo smartphone la fotografia di una finta sorella intubata in un letto d’ospedale. Inoltre, come pegno, hanno offerto all’uomo due anelli e una collana spacciandoli per oro a 18 carati, in cambio di 500 euro.

La vittima, comandante dell’Aggregazione della Polizia Locale della Vallesabbia, ha assecondato per pochi istanti l’azione: non appena il soggetto in questione gli ha consegnato i monili, l’ufficiale ha estratto il tesserino di riconoscimento ordinando il fermo dei soggetti.

Perquisito il veicolo

Nel giro di pochissimi minuti, sul luogo dell’evento è stata fatta sopraggiungere una pattuglia della Polizia Locale della Val Sabbia impegnata nelle attività di controllo del territorio. Gli agenti hanno fatto scattare immediatamente la perquisizione del veicolo dei truffatori. L’ispezione ha confermato i sospetti:all’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti e sequestrati altri monili falsi, identici a quelli usati per il tentativo di raggiro. Dopo le procedure di fotosegnalamento e l’identificazione ufficiale, i due soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentato concorso in truffa.

Divieto di far rientro

Nei confronti dei responsabili è stata avviata la procedura per la richiesta del Foglio di via obbligatorio al Questore di Brescia, finalizzato a vietare il loro ritorno sul territorio