Da Regione

Housing sociale, Regione Lombardia stanzia 96 milioni: presentato il bando anche a Brescia

Venerdì 12 giugno la quarta tappa del tour «Abita in Lombardia. Qui Puoi»

Housing sociale, Regione Lombardia stanzia 96 milioni: presentato il bando anche a Brescia

Il tema dell’emergenza abitativa si conferma al centro dell’agenda politica di Regione Lombardia, che ha scelto Brescia come quarta tappa fondamentale del suo tour istituzionale denominato “Abita in Lombardia. Qui Puoi”. L’incontro si è svolto nella gremita Sala Convegni dell’Ufficio territoriale regionale (Utr) di via Dalmazia, registrando un fitto e proficuo confronto tra i vertici della Giunta lombarda e un’ampia platea di stakeholder pubblici e privati del territorio bresciano. Sindaci, rappresentanti delle Aler, cooperative e associazioni del Terzo settore si sono riuniti con l’obiettivo comune di analizzare e declinare a livello locale le nuove strategie regionali per il diritto all’abitare, rispondendo alla pressante richiesta di alloggi a prezzi accessibili che sta colpendo la provincia.

Il fulcro dell’evento è stato il nuovo massiccio piano di housing sociale, un pacchetto di misure da 96 milioni di euro finanziato con fondi europei Fesr e Fsc, concepito per ristrutturare 2.500 alloggi in tutta la regione. La misura è espressamente rivolta a lavoratori e famiglie stabili con un Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro, studenti e persone fragili.

“In Lombardia c’è una parte rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure non può permettersi una casa a causa del costo della vita”, ha spiegato l’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco. “Parliamo di persone comuni che non accedono all’edilizia pubblica né al mercato libero. Siamo la prima Regione ad aver strutturato un piano a lungo termine con una vera Alleanza per la Casa che unisce istituzioni, operatori e Terzo settore per dare risposte concrete”.

Sostenibilità ecologica e caro-affitti sul territorio

All’incontro bresciano ha fornito un contributo sostanziale anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, focalizzandosi sulle ricadute locali e sulla sostenibilità ambientale dell’intervento.

“Il caro-affitti a Brescia, dove il costo della locazione incide pesantemente sui bilanci familiari, richiede risposte coraggiose e immediate”, ha dichiarato Maione. “Questo piano strategico riesce a coniugare felicemente la rigenerazione urbana e la tutela ambientale: riqualificare 2.500 alloggi significa non soltanto calmierare i prezzi e salvaguardare il potere d’acquisto, ma anche efficientare dal punto di vista energetico il nostro patrimonio edilizio. Ridurre i consumi energetici è fondamentale per abbattere le bollette delle famiglie e migliorare l’aria. Rigenerare il tessuto costruito ed evitare il consumo di nuovo suolo rappresenta il pilastro della nostra ecologia”.

Dal punto di vista prettamente normativo, lo stanziamento si struttura come uno strumento operativo per incrementare l’offerta di alloggi a canone calmierato. I criteri della misura, approvati di recente tramite la delibera di Giunta numero 6209, prevedono un vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali della durata minima di vent’anni. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto per la riqualificazione edilizia del patrimonio esistente (escludendo demolizioni integrali), calcolato sulla base della superficie e della durata dell’impegno: si va da 700 euro al metro quadrato per vincoli di 20-21 anni, fino a 900 euro al metro quadrato per impegni pari o superiori ai 23 anni.

Le tre linee di intervento del bando

Il pacchetto si articola in tre specifiche linee d’intervento per rispondere al mix abitativo richiesto dal territorio. La Linea 1, dotata di 48 milioni, è destinata a imprese private, cooperative a proprietà indivisa e amministrazioni comunali ad alto fabbisogno, con un finanziamento massimo di 2 milioni di euro per singola proposta. La Linea 2 riserva invece 35 milioni alle Aler, con un tetto massimo di 15 milioni per ogni intervento sul patrimonio pubblico. La Linea 3, infine, stanzia 13 milioni per gli enti del sociale e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con un massimale di 2 milioni a progetto, per sostenere vulnerabilità e locazioni temporanee legate a motivi di studio, lavoro a termine o cure sanitarie.

L’obiettivo economico sul territorio è netto: garantire affitti inferiori rispetto ai valori di mercato. Lo dimostra la simulazione per la città di Brescia, dove un appartamento tipo di 60 metri quadrati potrà essere locato a circa 330 euro mensili a canone concordato, a fronte dei 700 euro medi richiesti nel mercato libero privato.

Cronoprogramma e prossimi passi della Missione Lombardia

Il cronoprogramma per accedere ai fondi regionali è già stato definito con precisione dalla giunta. Gli avvisi pubblici ufficiali saranno pubblicati entro la fine di giugno 2026, mentre la finestra per la presentazione delle domande rimarrà aperta tra la fine di settembre e la metà di ottobre. L’approvazione delle graduatorie avverrà entro metà dicembre, imponendo l’obbligo per i beneficiari pubblici di avviare la gara d’appalto (o per i privati di ottenere il titolo edilizio) entro sei mesi, pena la revoca del contributo. Il collaudo finale delle opere è fissato al 31 dicembre 2029, con rendicontazione entro giugno 2030.

L’incontro a Brescia si è chiuso nel segno di una forte collaborazione, confermando la validità di questo tour come prezioso strumento di ascolto delle istanze locali. Questo percorso si inserisce nel quadro della più ampia ‘Missione Lombardia’, il piano strategico regionale per il rilancio delle politiche della casa che continuerà a toccare tutte le province nelle prossime settimane, muovendo fin da subito la macchina bresciana a pieno regime.