Brescia è in movimento. Negli ultimi anni la città ha visto una vera accelerazione nella trasformazione digitale delle sue imprese, dalle botteghe artigiane del centro storico alle PMI dell’hinterland industriale. Secondo i dati del Rapporto Unioncamere 2023, oltre il 60% delle piccole imprese italiane ha adottato almeno uno strumento digitale per la gestione quotidiana. Ma c’è un rovescio della medaglia: più si va online, più ci si espone.
Il problema non riguarda solo le grandi corporation. Anzi, i criminali informatici puntano sempre più spesso sulle realtà piccole, proprio perché sanno che hanno meno difese. Un dato preoccupante: secondo il Rapporto Clusit 2024, gli attacchi alle PMI italiane sono aumentati del 40% rispetto all’anno precedente. Brescia, con il suo tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese, non fa eccezione.
Sicurezza informatica per piccole imprese: non è più un lusso
Molti titolari pensano che la sicurezza informatica sia roba da grandi aziende, da ufficio con decine di tecnici. Sbagliato. Oggi anche chi gestisce una piccola officina meccanica, un negozio di abbigliamento o uno studio professionale può — e deve — proteggersi. I danni di un attacco informatico non si misurano solo in euro: c’è la reputazione, la fiducia dei clienti, la continuità del lavoro.
Tra gli strumenti più accessibili e immediati per chi parte da zero ci sono le app VPN aziendali, come quelle offerte da VeePN. Una VeePN VPN crea un tunnel crittografato tra il dispositivo dell’utente e Internet, rendendo molto più difficile per chiunque intercettare dati sensibili — credenziali, dati bancari, informazioni sui clienti. Chi ha dipendenti in smart working o utilizza reti Wi-Fi pubbliche per lavorare, sa quanto questo sia importante. Un’app VPN ben configurata può fare la differenza tra un dato protetto e una fuga di informazioni silenziosa e costosa.
Cosa fare concretamente: una piccola guida per iniziare
Prima di investire in qualsiasi strumento, bisogna fare un inventario. Quali dati gestisce la tua impresa? Dove vengono conservati? Chi vi ha accesso? Rispondere a queste domande è il punto di partenza. Un piccolo negozio che gestisce pagamenti elettronici ha esigenze diverse da uno studio di consulenza fiscale, ma entrambi custodiscono dati che vale la pena proteggere.
Secondo una ricerca IBM del 2023, il tempo medio per identificare una violazione dei dati è di 174 giorni. Questo significa che un attacco può restare silenzioso per mesi, prosciugando risorse e dati senza che l’imprenditore se ne accorga. La prevenzione, anche semplice, taglia drasticamente questo rischio.
I vettori di attacco più comuni tra le PMI bresciane
Il phishing resta il metodo più diffuso per colpire le piccole imprese: un’email apparentemente legittima, un link che sembra innocuo, e in pochi secondi un malware si installa nel sistema. Il ransomware — il tipo di attacco che “blocca” i file e chiede un riscatto — ha colpito in Italia oltre 3.400 aziende nel 2023, con un costo medio per vittima che supera i 200.000 euro. Per una piccola impresa, può essere letale.
Gli accessi non autorizzati avvengono spesso attraverso password deboli o connessioni non protette. Anche qui, una soluzione VPN online aiuta a ridurre in modo significativo la superficie di attacco, soprattutto quando i dipendenti si connettono da remoto o da luoghi diversi dalla sede. Inoltre, alcune VPN possono riconoscere il phishing, come VeePN.
Secondo passo: formare il personale
La tecnologia da sola non basta. Il 74% delle violazioni informatiche a livello globale coinvolge un errore umano, stando ai dati del Verizon Data Breach Investigations Report 2024. Un dipendente che clicca su un link sbagliato, che usa la stessa password per dieci account, o che lascia il computer sbloccato in un luogo pubblico, apre porte che nessun software può chiudere da solo. Organizzare una formazione base sulla sicurezza informatica non richiede budget enormi. Anche un incontro di due ore all’anno, con un consulente locale o attraverso risorse online gratuite, può ridurre notevolmente i rischi. La consapevolezza è il primo firewall.
Terzo passo: adottare strumenti accessibili e scalabili
Oltre alle VPN, esistono altri strumenti fondamentali che ogni piccola impresa dovrebbe adottare. Un sistema di backup automatico dei dati — preferibilmente su cloud e su supporto fisico — garantisce la continuità operativa anche dopo un attacco ransomware. Un gestore di password elimina il problema delle credenziali deboli o ripetute. L’autenticazione a due fattori (2FA) aggiunge un secondo livello di protezione agli accessi aziendali.
Il bello è che molti di questi strumenti hanno costi contenuti o versioni gratuite adatte alle PMI. Non serve rivoluzionare tutto in una notte: basta iniziare, un passo alla volta, con priorità chiare. La sicurezza informatica per le piccole imprese non è un traguardo, è un processo continuo.
Brescia ha le risorse: bisogna usarle
La Camera di Commercio di Brescia e alcune associazioni di categoria locali offrono già sportelli di supporto alla digitalizzazione. Il Piano Transizione 5.0 prevede incentivi fiscali per le imprese che investono in tecnologie digitali, inclusa la cybersecurity. Questi strumenti esistono — il problema è che spesso i piccoli imprenditori non lo sanno, o non hanno tempo di informarsi. Investire oggi nella sicurezza informatica significa proteggere il lavoro di anni. Significa non perdere clienti per una violazione dei dati. Significa stare sul mercato domani. Brescia sa fare impresa da secoli: è ora di farlo anche in modo sicuro.