Festival delle Destinazioni, assessore Massari: “Il turismo non è più comunicazione, è infrastruttura intelligente”.
L’assessore Massari al Festival delle Destinazioni
L’assessore di Regione Lombardia a Turismo e Marketing territoriale, la bresciana Debora Massari ieri (martedì 19 maggio 2026) è intervenuta a Roma nell’ambito del Festival delle Destinazioni, il principale appuntamento nazionale b2b dedicato alle destinazioni turistiche italiane. Presenti 300 tra i massimi rappresentanti pubblici e privati del settore.
Si svolge con il patrocinio di Enit, Ministero dell’Agricoltura, Regione Lazio, Roma Capitale, Federturismo, Unioncamere, Assoturismo, Anci e Confartigianato, e riunisce istituzioni, enti, Dmo, destination manager e imprese con l’obiettivo di costruire un sistema turistico territoriale più competitivo, sostenibile e connesso.
Eventi e turismo come leva per lo sviluppo
Nel suo intervento ha evidenziato come motore importante per lo sviluppo dei territori siano il turismo e gli eventi. Un caso significativo in questo senso, secondo l’assessore Massari, i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 i quali hanno avuto un ingente impatto sull’economia turistica lombarda e italiana.
I numeri
É stato proprio l’assessore Massari a snocciolare i numeri di un evento di grande portata: si parla infatti di oltre 2,5 milioni di visitatori complessivi tra eventi, hospitality e territori collegati; una visibilità televisiva globale superiore ai tre miliardi di spettatori cumulati; una crescita significativa delle ricerche internazionali legate alle destinazioni alpine lombarde; e un’accelerazione concreta degli investimenti ricettivi e infrastrutturali nelle aree montane, con effetti destinati a durare ben oltre la chiusura delle Olimpiadi.
L’impatto economico è stato dirompente: basti pensare che, in base ai dati ad oggi disponibili, esso supera i 5,3 miliardi di euro. Di questi 2,3 miliardi derivano dalla spesa diretta dei visitatori (tra pernottamenti, ristorazione, trasporti, acquisti e attività esperienziali) mentre la parte restante è riconducibile all’indotto generato dalla filiera degli allestimenti, delle forniture, dei servizi media e delle infrastrutture, oltre agli effetti moltiplicatori sul tessuto economico locale e regionale. Un impatto che non si esaurisce con la cerimonia di chiusura, ma si traduce in nuova attrattività, nuova reputazione e nuova domanda turistica strutturale.
Il cambio di paradigma
L’assessore lombardo Debora Massari ha proposto un cambio di paradigma nel modo di pensare il turismo territoriale, un’eredità che l’esperienza di Milano Cortina ha portato con se:
“Per anni – ha spiegato – abbiamo promosso destinazioni. Ora dobbiamo progettare connessioni. Per anni abbiamo pensato al turismo come comunicazione. Oggi dobbiamo iniziare a pensarlo come infrastruttura intelligente”.
Un cambio di paradigma che ribalta l’approccio tradizionale: non più campagne e narrazione come strumenti principali, ma sistemi integrati di mobilità, accoglienza, digitalizzazione e governance territoriale capaci di generare valore nel tempo. Il turismo come asset strutturale, non come variabile stagionale.
“Forse è questa la vera legacy di Milano Cortina” ha aggiunto l’assessore, a indicare come l’eredità dei Giochi non sia misurabile soltanto in presenze e fatturato, ma nella capacità di ripensare il modello di sviluppo turistico della Lombardia e, con essa, dell’intero Paese.
L’eccellenza italiana come sistema
La Lombardia come punto di sintesi – L’assessore ha chiuso il suo intervento con una riflessione di ampio respiro sull’identità competitiva dell’Italia nel turismo globale.
“Il mondo – ha detto l’assessore – non sogna l’Italia per caso. La sogna perché qui non trova solo città d’arte, montagne e alberghi. Trova un’idea di eccellenza che nessun altro paese è riuscito a trasformare in sistema come noi”.
In questo scenario, la Lombardia si posiziona come territorio in cui le filiere dell’eccellenza italiana – lifestyle, design, food, moda, sport, bellezza e qualità della vita – si incontrano e si consolidano in forza economica e visione internazionale.
“Attenzione a non sottovalutarci – ha concluso Massari – perché quando il mondo parla di lifestyle, design, food, moda, sport, bellezza e qualità della vita sta già parlando italiano”.