IL CASO

Corda Molle, fine della gratuità e ancora grande caos sugli sconti

Da oggi, 1 maggio, si paga: resta lo sconto del 50% per alcuni Comuni, mentre sulle agevolazioni per i pendolari regnano incertezza e ritardi

Corda Molle, fine della gratuità e ancora grande caos sugli sconti

Corda Molle, fine della gratuità e ancora grande caos sugli sconti.

Sulla Corda Molle si torna a pagare

Da oggi (1 maggio) sulla SP19 Corda Molle si torna a pagare. Dopo settimane di voci, rinvii e rassicurazioni mai del tutto chiarite, è arrivata la conferma ufficiale: finisce la gratuità e resta solo uno sconto parziale, che non evita il conto finale per nessuno.

Anche i residenti dei 23 Comuni coinvolti – da Bagnolo Mella a Montichiari, passando per Ospitaletto e il capoluogo Brescia – dovranno mettere mano al portafoglio: per loro resterà la riduzione del 50% garantita da Autovia Padana fino al 2043, ma il pedaggio non sarà più azzerato.
Si chiude così, nel giro di appena due mesi, la parentesi della gratuità totale. Un esperimento breve, nato già fragile e concluso senza un vero piano condiviso. La stessa Provincia ha provato a giustificare le scelte con uno studio affidato all’Università di Brescia sull’impatto del pedaggio, rivendicando la correttezza dei criteri adottati per individuare i Comuni agevolati. Ma il clima sul territorio racconta altro.

Tutto un grande caos

Il problema non è solo pagare, ma come e quanto. Perché mentre si chiude una fase, quella che dovrebbe aprirsi resta avvolta nell’incertezza.
Le agevolazioni promesse ai pendolari, più volte annunciate, non hanno ancora una forma concreta: mancano i criteri, manca una convenzione, manca soprattutto una data.
Tradotto: da subito si paga, ma per eventuali rimborsi o sconti aggiuntivi si vedrà.
Nel frattempo, chi non rientra nei Comuni «agevolati» dovrà sostenere il costo pieno, senza sapere per quanto tempo. Settimane, forse mesi. Una situazione che alimenta malumori e mette in difficoltà lavoratori e imprese che utilizzano quotidianamente quella bretella.
In Broletto a Brescia, durante il Consiglio provinciale, il tema è rimasto sospeso: nessuna indicazione precisa sui tempi delle misure compensative, nessuna cifra, nessun cronoprogramma.

Un silenzio che pesa, mentre fuori cresce l’irritazione.

I sindaci del territorio oscillano tra perplessità e rassegnazione. C’è chi parla apertamente di gestione confusa, chi mette in dubbio i dati sui flussi di traffico e chi chiede garanzie che, al momento, non arrivano.
Intanto il ritorno del pedaggio riapre una questione mai davvero risolta: quella di un’infrastruttura considerata strategica, ma ancora senza un equilibrio tra sostenibilità economica e impatto sui cittadini.
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto anche il Codacons, che ha annunciato un esposto in Procura parlando di «confusione a danno degli utenti» e chiedendo l’annullamento di eventuali multe legate a una comunicazione ritenuta poco chiara.
Il risultato, alla vigilia del 1° maggio, è un quadro tutt’altro che definito: la gratuità sparisce, gli sconti restano a metà e le soluzioni promesse sono ancora sulla carta.
E la Corda Molle, più che una scorciatoia per il traffico, continua a essere un nodo politico difficile da sciogliere.