Allarme dal Wwf Bergamo Brescia: i canneti del lago di Garda stanno scomparendo.
Canneti a rischio
Nei giorni scorsi Paolo Zanollo, attivista gardesano di Wwf Bergamo Brescia ha riportato l’attenzione su un’emergenza reale e documentata che riguarda i canneti del Basso Garda.
«Negli ultimi decenni i canneti (dominati dalla Phragmites australis, la classica “cannuccia palustre”) che un tempo caratterizzavano gran parte delle rive del Benaco si sono drasticamente ridotti – spiega Zanollo – Non è un’impressione: sono i numeri a parlare. Uno studio dettagliato del 2019 sul basso Garda bresciano ha documentato che, tra il 2009 e il 2018, i canneti si sono ridotti del 34,84% (oltre 66.000 metri quadri persi). Tutti i canneti esistenti nel 2018 c’erano già nel 2009, ma si sono rimpiccioliti o sono spariti del tutto in alcune zone. Se il trend attuale continuasse senza interventi concreti, i canneti rischierebbero di scomparire completamente entro circa 20 anni. Lo dicono i dati scientifici, non le opinioni».
Cause
Le cause della scomparsa sono diverse, e tra queste ci sono sicuramente gli scarichi a lago.
«Inquinamento da reflui fognari e sostanze chimiche: scarichi non sempre depurati adeguatamente, reti fognarie obsolete, sovraccarichi durante le piogge – ha continuato Zanollo – Livelli dell’acqua non costanti: oscillazioni frequenti del pelo libero, moto ondoso accentuato da barche e lagheggiate, che stressano le radici della cannuccia. Altre pressioni: taglio meccanico, asportazione del cotico vegetativo, infrastrutture sulle rive e aumento delle specie alloctone. Sono state provate anche delle rinaturazioni con bandi e progetti pubblici, ma non hanno portato a un aumento significativo dell’estensione dei canneti. Gli interventi puntuali non bastano se non si affrontano le cause profonde del degrado. Inoltre, la manutenzione ordinaria (pulizie, rimozione rifiuti e del materiale accumulato) viene fatta quasi esclusivamente a cura di volontari e associazioni. Le istituzioni intervengono raramente o in modo insufficiente, lasciando che siano i cittadini a occuparsene con grande impegno ma con mezzi limitati. I canneti non sono “erbacce da spiaggia”: sono ecosistemi vitali. Depurano naturalmente le acque, proteggono le rive dall’erosione, ospitano nursery per pesci, invertebrati e uccelli. La loro perdita accelera il degrado generale del lago. Dobbiamo essere realistici. Non è catastrofismo: è quello che dicono la letteratura scientifica, i monitoraggi di chi li studia da anni e i numeri precisi raccolti sul campo. Nascondere o minimizzare il problema non lo risolve».
Interventi
Secondo Zanollo è necessario quindi un piano preciso e degli interventi mirati:
«Servono un serio piano di ricerca, monitoraggio continuo, manutenzione istituzionale regolare, divieti reali alle nuove opere sulle rive e interventi mirati che affrontino davvero inquinamento e oscillazioni idriche. Il lago di Garda merita di più. I canneti sono la sua “culla naturale”. Se non agiamo ora con misure concrete e continue, tra pochi anni non ci sarà più nulla da salvare. Condividete, informatevi, pretendete soluzioni reali. La scienza ci ha già dato i dati: tocca a noi decidere se ascoltarla».