Nuovo ospedale a Desenzano del Garda: il Tavolo politico e il Comitato hanno presentato diverse osservazioni al Pgt. Depositate anche le 460 firme dei cittadini raccolte dal Comitato contro la costruzione del nosocomio nella «buca».
Tavolo politico
Nei giorni scorsi il Tavolo politico per l’ospedale di Desenzano – formato dai rappresentanti di Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, Psi, Azione, Italia Viva e Possibile – ha presentato quattro osservazioni al Piano di Governo del Territorio del Comune di Desenzano.
«Tutte le osservazioni puntano a un unico, fondamentale risultato: tenere il nuovo ospedale fuori dal Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) e dalla “buca” – hanno spiegato i rappresentanti del Tavolo – Come forze politiche diciamo che la tutela dell’ambiente non è negoziabile. La salute dei cittadini si difende anche proteggendo l’acqua, l’aria e il paesaggio in cui vivono per questo le osservazioni si riferiscono al Plis. Sappiamo che è la Regione a decidere sul nuovo ospedale, ma come territorio possiamo dare un segnale forte. La soluzione alternativa esiste: realizzare una struttura attigua a quella esistente sfruttando il parcheggio dei dipendenti. In questo modo si potrebbe continuare a usufruire della parte di ospedale a norma».
Nella prima osservazione viene chiesto di «evitare la realizzazione di opere o interventi che possano compromettere le falde acquifere, i corsi d’acqua o le aree umide; evitare modifiche di strade esistenti che comportino significative variazioni del volume di traffico». Questo per «impedire interventi che possano alterare l’ecosistema lì esistente – hanno spiegato – uno di questi potrebbe essere la realizzazione di una nuova strada che attraversi il Plis da sud (via Marconi) verso nord (in direzione Massadrino) come prospettato in uno studio commissionato alcuni anni fa dall’Amministrazione comunale ad una Società privata». Nella seconda osservazione viene chiesto di «vietare la realizzazione di nuovi edifici che non siano frutto di recupero di volumi esistenti già presenti all’interno del Plis» con l’obiettivo di «garantire una maggior tutela a tale ambito a elevato valore paesaggistico e ambientale per impedire che nuovi edifici alterino l’ecosistema lì esistente».
Infine, nelle ultime due, viene chiesto di «vietare la realizzazione di nuove strutture ospedaliere» e si ricorda che «le attrezzature pubbliche d’interesse generale sono ammesse a esclusione degli ospedali».
Comitato
Nei giorni scorsi anche il Coordinamento del Comitato «Manteniamo l’Ospedale di Desenzano sul Montecroce» ha depositato cinque osservazioni al Pgt oltre alle 460 firme dei cittadini.
«Le osservazioni evidenziano come la previsione di un nuovo presidio ospedaliero all’interno del Plis sia urbanisticamente e ambientalmente incompatibile – spiegano dal Comitato – Uno schiaffo alla tutela ambientale: si contesta fermamente l’uso delle categorie “SPe” (Ospedali) e “SPd” (Residenza pubblica) come espediente per nascondere potenzialità edificatorie massive all’interno del Plis. Questa scelta urbanistica snatura completamente la funzione di tutela ambientale e paesaggistica del Parco. La costruzione comporterebbe un consumo irreversibile di suolo “greenfield” (vergine), in netto contrasto con le normative regionali che impongono la riduzione del consumo di suolo. Tra i danni all’ecosistema: l’intervento provocherebbe la frammentazione dei corridoi ecologici, perdita di biodiversità e un drastico aumento di traffico e inquinamento. C’è poi il tema dell’incoerenza urbanistica: la localizzazione proposta è giudicata priva di giustificazione e carente sotto il profilo dell’accessibilità infrastrutturale. Il messaggio dei 460 sottoscrittori all’Amministrazione Comunale è netto e non lascia spazio a interpretazioni, non si limitano a un “no”, ma avanzano una proposta chiara e razionale chiedendo lo stralcio totale della previsione dell’ospedale all’interno del Plis. La soluzione esiste: bisogna puntare sull’adeguamento e l’efficientamento del sedime ospedaliero attuale sul Montecroce, evitando di sacrificare aree naturali. Il Comitato e i firmatari restano in attesa di un segnale di ascolto concreto da parte delle istituzioni».