Crisi demografica, Vivaldini (FdI): “Situazione grave, solo 355mila neonati in Italia nel 2025”.
Il punto sul tema della crisi demografica
Queste le parole dell’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Mariateresa Vivaldini, in un’intervista rilasciata a margine dell’evento “Europa Dna futuro. Demografia, immigrazione, digitalizzazione”, che si è tenuto al Parlamento europeo di Bruxelles. L’eurodeputata ha sottolineato i problemi conseguenti: sistema pensionistico e sanitario in tilt e mancata crescita economica.
“Credo che la sfida più importante sia quella della crisi demografica, una crisi molto silenziosa e soprattutto strutturale. 355mila bambini nati in Italia nel 2025, quindi siamo calati dall’1, 18 di percentuale all’1,14 e siamo sotto la soglia di sostituzione generazionale che è quella del 2,1 – ha dichiarato – É un grosso problema perché le generazioni future non riescono ad arrivare al numero delle generazioni anziane, questo poi si rifà sul problema pensionistico, sul problema sanitario, sulla crescita economica”.
“Vogliamo accompagnare le famiglie”
“Perché questo? Diverse sono le problematiche che affrontano i nostri giovani: uno è un problema culturale, adesso la famiglia si fa molto in ritardo, le difficoltà ad avere una casa, difficoltà ad avere un vero lavoro stabile, i servizi per l’infanzia che non sono così presenti su tutto il territorio italiano, anche se il governo di Giorgia Meloni ha stanziato diversi miliardi per gli asili nido; questo è un bene è già un passo importante, un passo avanti. E poi abbiamo anche i ragazzi che purtroppo emigrano verso l’estero e quindi abbiamo una una perdita di talenti, una perdita di capitale umano che è molto importante. Cosa possiamo fare? La domanda è cosa vogliamo fare noi per l’Europa? Noi come Europa vogliamo accompagnare le famiglie, mettere al centro la famiglia e gestire l’immigrazione e non subirla, continuare nell’ innovazione tecnologica, senza lasciare indietro nessuno e soprattutto renderci conto ancora dell’importanza della formazione delle competenze e della responsabilità che noi politici abbiamo”.