“Sunday” del salodiano Tonincelli protagonista al FilmFest di Dresden.
Al FilmFest di Dresden il documentario Sunday
«Sunday», questo il titolo del documentario scritto e diretto dal regista salodiano Giulio Tonincelli protagonista alla premiere internazionale del FilmFest Dresden, tra i festival europei di cortometraggi più rinomati, da martedì 14 e fino a domenica 19 aprile 2026. Inoltre, grazie alla selezione ufficiale al Festival Internazionale della Cinematografia Sociale «Tulipani di Seta Neri», sarà disponibile per tutto il mese di aprile su RaiPaly.
Tonincelli ha deciso di narrare con la macchina da presa una realtà ancora tristemente presente:
«Qualche anno fa sono venuto a conoscenza del “mercy killing”, una pratica ancora presente in zone rurali dell’Africa per porre fine alle sofferenze di persone con disabilità fisiche o mentali, provocandone intenzionalmente la morte. Questo spunto mi incuriosì molto: cercai dunque di informarmi e capire meglio lo stigma ancora presente nei confronti delle persone con disabilità. Nel novembre 2024 sono tornato nella regione degli Acholi, dove ero stato per la prima volta nel 2016, con l’intento di approfondire questa tematica sul campo. Durante la ricerca sul territorio ho incontrato Sunday, una bambina di 5 anni nel corpo di una ragazzina di 14, con occhi vispi, profondi e curiosi. Ho così cercato di raccontare la sua quotidianità con semplicità e senza pregiudizi».
La soddisfazione più grande è arrivata dalla protagonista
Il documentario prodotto da Moonwalk (società creativa fondata nel 2019 da Ermanno Aliaj, Camilla Pasetto e Giulio Tonincelli) con il supporto di MessUp ha regalato grandi soddisfazioni nonostante le difficoltà:
«La parte più difficile è arrivata quando, ultimato un primo montaggio, l’ente che avrebbe dovuto sostenerci ha deciso di toglierci parte dei finanziamenti, negando il valore artistico dell’opera, nonostante il progetto fosse stato scritto e autorizzato mesi prima, e cercando di screditare la mia figura di regista, coinvolgendo persino i propri legali per impedire che il film venisse terminato. Non mi sono fatto intimidire e, grazie anche al supporto di più di ottanta donatori che hanno creduto nel progetto contribuendo alla campagna di crowdfunding, siamo riusciti a portarlo a compimento. Il momento più intenso e inatteso ce l’ha regalato Sunday, la protagonista del film, nei primi giorni di riprese, quando ancora non sapevamo come si sarebbe sviluppata la narrazione e il nostro rapporto con lei non era ancora consolidato. È la scena finale e penso possa racchiudere in sé tutto il senso della sua vita: una resistenza inconsapevole e silenziosa».
Il regista ne consiglia la visione:
«A chi non è coordinato, vacilla e zoppica nella propria quotidianità, ma avrebbe ancora voglia di ballare».