Brescia: 53enne trovato senza vita per strada, in via Foro Boario.
Il ritrovamento a Brescia
L’amara scoperta nel pomeriggio di ieri (mercoledì 1 aprile 2026): si tratta di un cittadino di origine croata, nato nel 1972, un volto non sconosciuto. Da tempo, infatti, i servizi cittadini lo avevano inserito nei percorsi di presa in carico dell’Unità di Strada per la riduzione del danno. Nel corso degli anni, è stato più volte agganciato dagli operatori e ha avuto accesso ai servizi a bassa soglia presenti in città, oltre a essere seguito dai servizi dell’Asst Spedali Civili. Il soggetto in questione era stato anche visitato dai sanitari del Progetto Strada e, nei mesi scorsi, ricoverato grazie all’intervento e all’insistenza degli operatori. Aveva però scelto di interrompere il percorso di cura firmando le dimissioni dopo pochi giorni.
Nei suoi confronti erano stati attivati anche altri tentativi di presa in carico sanitari anche attraverso la collaborazione con il progetto “Un medico per te”. Più recentemente era stata nuovamente costruita una disponibilità, anche con il supporto dei volontari, per accompagnarlo a una visita specialistica.
“Quando si verificano situazioni come questa – ha dichiarato l’Assessore ai Servizi Sociali Marco Fenaroli – “si prova dolore e senso di impotenza. I servizi della città hanno seguito questa persona nel tempo, costruendo occasioni di aiuto, proponendo percorsi sanitari e offrendo possibilità concrete di presa in carico. Purtroppo, come accade in diversi casi di grave marginalità, non sempre è possibile trasformare queste opportunità in percorsi continuativi. Resta il presidio della rete dei servizi, che continua a lavorare con determinazione per intercettare e accompagnare le situazioni più fragili, sapendo che ogni storia è diversa e spesso complicata”.
I servizi attivi a Brescia
Oggi i servizi residenziali per persone adulte in situazione di disagio a Brescia contano in tutto 392 posti. A garanzia dell’integrazione tra sociale e sanitario, da gennaio 2022 è attivo il progetto “Ambulatorio itinerante di prossimità per persone in situazione di marginalità”, che vede il Comune di Brescia capofila e l’Asst Spedali Civili come partner. Un’equipe itinerante di medici e infermieri opera con regolarità nei vari luoghi di accoglienza, avvicinando chi non si reca spontaneamente nei servizi sanitari territoriali.
Seguendo le Linee Guida Europee per il sostegno alle persone in condizione di marginalità che invitano all’innovazione, il Comune di Brescia ha adottato la metodologia di intervento detta “Housing First”. Il servizio consiste nell’accompagnamento di persone che hanno vissuto in strada, anche per molto tempo e con gravi problematiche, in un alloggio con un forte accompagnamento educativo che le sostenga nell’ integrazione sociale, nel recupero e mantenimento di autonomie abitative e sociali. Il servizio è attuato tramite un accordo di rete tra 5 enti del terzo settore che hanno messo a disposizione 7 alloggi, 18 le persone ospitate da maggio 2020 a dicembre 2025. La volontà dell’Amministrazione comunale è quella di implementare i progetti di Housing First e affiancare anche progetti di co-housing e Housing Led: programmi di inserimento abitativo, con un accompagnamento educativo leggero, di durata limitata.
In questa modalità si inserisce anche la gestione del servizio di accoglienza residenziale “Housing Led Corridoni”, che sarà aperto ai primi di maggio, dopo importanti lavori di riqualificazione con fondi Pnrr, e sarà destinato a persone in condizione di vulnerabilità sociale con grave disagio abitativo, ma anche a chi, dopo aver fatto un percorso di accoglienza nei servizi per l’inclusione sociale, potrà sperimentarsi in una situazione di vita autonoma, contribuendo economicamente ai costi dell’accoglienza, con un accompagnamento educativo leggero.
A tutto ciò si aggiunge il servizio diurno di inclusione sociale “L’Angolo”, che accoglie persone senza dimora in un ambiente che offre differenti servizi a bassa soglia (docce, lavanderia e deposito bagagli) e attività e sostegno nella gestione della quotidianità, in un clima relazionale positivo.
La gestione della pluralità dei servizi brevemente rappresentata è il frutto del costante lavoro di co-programmazione tra la Pubblica Amministrazione e gli Enti del terzo settore, all’insegna dell’analisi costante dei bisogni e dello sviluppo di risposte qualificate e innovative.