Fate Attenzione!!

Si spaccia per il direttore nazionale della Polizia Postale e invita la vittima a trasferire il conto su un Iban “sicuro”

La vittima è stata più volte rassicurata da chi l'aveva contattata telefonicamente anche perché quel numero risultava effettivamente salvato in rubrica con il nome del proprio istituto di credito, sia dal successivo  contatto su WhatsApp con un utente denominato “Polizia Postale” e recante l’immagine del dott. Ivano Gabrielli - Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica

Si spaccia per il direttore nazionale della Polizia Postale e invita la vittima a trasferire il conto su un Iban “sicuro”

Si spaccia per il direttore nazionale della Polizia Postale e invita la vittima a trasferire il conto su un Iban “sicuro”.

Polizia Postale: si spaccia per il direttore nazionale

É stata sventata dalla Polizia Postale di Brescia una truffa ai danni di una cittadina bresciana: la donna è caduta in trappola dopo aver ricevuto varie rassicurazioni che l’hanno portata a convincersi di aver parlato realmente con il  Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Roma. Le indagini hanno preso il via a seguito della denuncia tempestiva presentata nella sede della Polizia Postale di Brescia dove la donna, agitata, aveva comunicato di aver ricevuto una telefonata  apparentemente proveniente dal proprio istituto bancario, con la quale veniva invitata ad accedere al proprio conto online per effettuare alcune verifiche.

Più volte rassicurata, la vittima è caduta in trappola

La vittima, come detto, è stata più volte rassicurata da chi l’aveva contattata telefonicamente anche perché quel numero risultava effettivamente salvato in rubrica con il nome del proprio istituto di credito, sia dal successivo  contatto su WhatsApp con un utente denominato “Polizia Postale” e recante l’immagine del dott. Ivano Gabrielli – Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Ha così trasferito tutto il denaro presente sul proprio conto corrente su un Iban “più sicuro” che le era stato comunicato telefonicamente dagli ignoti truffatori. In un primo momento la donna ha provveduto ad effettuare quanto richiesto, successivamente si è resa conto di essere stata vittima di una truffa, si è quindi rivolta alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Brescia.

A seguito della denuncia, è stato possibile, nella stessa giornata, bloccare il conto corrente usato per la frode: in questo modo è stato possibile lo storno e il riaccredito dell’intera somma sottratta.

Il “grazie”

Ieri (domenica 22 marzo 2026) la donna, informata dal proprio istiuto di credito dell’avvenuto riaccredito della somma, ha inviato un’e-mail ai poliziotti della S.O.S.C. bresciana, scrivendo: “Non ci sono parole per esprimere la mia gratitudine”.

Nell’occasione la Polizia Postale ha ribadito alcuni accorgimenti da tenere presente per non cadere vittima di truffe

“Diffidare sempre di chi, spacciandosi per un operatore delle Forze dell’Ordine, richieda l’esecuzione di bonifici o pagamenti in qualsiasi forma. La Polizia Postale non chiede mai di effettuare movimentazioni di denaro, né di fornire le credenziali di accesso ai servizi di home banking. In caso di dubbio, è opportuno contattare il proprio istituto di credito; nel caso in cui si riceva una chiamata da parte di un soggetto che si presenti come appartenente a una Forza di Polizia, si consiglia di chiedere nome, grado e ufficio di appartenenza dell’interlocutore, interrompendo subito dopo la conversazione; verificare autonomamente il numero telefonico dell’Ufficio o del Comando che si presume abbia effettuato la telefonata, quindi contattarlo e chiedere di parlare con la persona indicata; allo stesso modo, diffidare di presunti operatori bancari o di Poste Italiane che richiedano credenziali di accesso o sollecitino trasferimenti di denaro verso conti diversi dal proprio”.