Dopo la Almici anche l’ex segretario comunale chiede i danni al sindaco.
Dopo Almici un’altra «grana»per il sindaco
La querelle che coinvolge il sindaco di Bagnolo Mella Stefano Godizzi si arricchisce di un nuovo sviluppo.
Dopo la richiesta di risarcimento danni avanzata dall’avvocato dell’onorevole Cristina Almici, capogruppo di minoranza in Consiglio comunale, pari a 116.905 euro, si aggiunge ora un’ulteriore azione legale.
A muoversi è stato infatti anche l’ex segretario comunale Giampaolo Brozzi, che ha deciso di intraprendere un percorso analogo chiedendo un risarcimento di 82.105,31 euro.
A spiegare la situazione è lo stesso primo cittadino: «Il nostro ex segretario comunale Giampaolo Brozzi – afferma Godizzi – unendosi all’iniziativa promossa dall’onorevole Cristina Almici, ha presentato nei miei confronti una richiesta di risarcimento. Dalla documentazione ricevuta dal suo legale, la motivazione sarebbe legata alla mia decisione di non confermarlo nell’incarico».
E Godizzi aggiunge poi: «Per quanto riguarda la posizione dell’ex segretario Brozzi siamo ad un altro paradosso: mi si accusa di averlo “cacciato” quando invece la registrazione del consiglio comunale ed anche la testimonianza dei presenti confermano quanto il dr.Brozzi volesse volontariamente lasciare Bagnolo – ritenuto troppo impegnativo – tanto che la convenzione di segreteria è stata sciolta all’unanimità con il voto anche dell’opposizione guidata dall’on.Almici. Tutte queste azioni trovano la loro coerenza in una strategia di disturbo che la minoranza sta portando avanti fin dal giorno della sconfitta elettorale, con le dichiarazioni sprezzanti circa la vittoria andata a coloro che “infangano” il lavoro degli altri. Anzi, a ben vedere, perfino nella campagna elettorale del 2024 si è assistito al diniego al confronto pubblico da parte della lista Almici Sindaco con la seguente motivazione: “riteniamo di non dover fare alcun confronto pubblico con chi, come lei, la sua lista ed i sostenitori, usa abitualmente come strumento politico la forza della delazione, dell’offesa e della denuncia”. Sebbene la lettera fosse un copia/incolla della missiva del sindaco di Calvisano, ciò rivela comunque la volontà di alimentare uno scontro che nulla ha di costruttivo ma solo di distruttivo, sprecando energie che invece dovrebbero essere spese per il bene comune».