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Casto: i carabinieri forestali incontrano gli studenti della secondaria di secondo grado

Al centro il tema dell'ambiente come "Bene comune"

Casto: i carabinieri forestali incontrano gli studenti della secondaria di secondo grado

Casto: i carabinieri forestali incontrano gli studenti della secondaria di secondo grado.

I carabinieri forestali salgono in cattedra a Casto

I militari dei Nuclei Carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno incontrato sabato 14 marzo 2026 gli studenti della scuola secondaria di Casto per parlare della tutela della biodiversità e alla prevenzione degli incendi boschivi. Un’iniziativa che si svolge in un momento importante: in questo periodo vige, infatti, il divieto assoluto di accensione fuochi. Venerdì 13 marzo 2026 un incendio ha colpito la località di Olzano (nel comune di Tignale), fiamme che, grazie al tempestivo intervento dei volontari antincendio boschivo sono state domate. Il rogo ha interessato 800 metri quadri di una pineta di pino nero.

L’ambiente come “Bene Comune”

Durante l’incontro, i militari hanno spiegato che:

“L’ambiente non è solo “ciò che ci circonda” , ma un sistema complesso di fattori fisici, chimici e biologici in cui siamo tutti immersi. Proteggere la foresta significa preservare un’entità che permette la vita nostra e delle generazioni future attraverso un uso sostenibile delle risorse.”

La severità della legge, dal Codice Penale ai vincoli decennali

Un passaggio chiave ha riguardato le conseguenze giuridiche di un incendio. Il reato di incendio boschivo con le severe pene previste dal codice penale, i vincoli post-incendio. I ragazzi hanno appreso che un bosco bruciato non può cambiare destinazione d’uso per 15 anni e, per 10 anni sono vietati il pascolo, la caccia e ogni tipo di edificazione.

Un punto centrale della lezione ha riguardato il ruolo delle sanzioni amministrative: i Carabinieri Forestali hanno spiegato che queste multe rappresentano il primo e più importante livello di prevenzione. Colpire chi accende fuochi o brucia sterpaglie in periodi vietati serve a scoraggiare comportamenti imprudenti prima che possano innescare un incendio indomabile. La sanzione amministrativa funge quindi da deterrente immediato: educa alla responsabilità e mira a impedire che una condotta rischiosa si trasformi in un disastro ambientale.

I numeri

 

I numeri dell’emergenza nel territorio bresciano: sebbene il fenomeno degli incendi boschivi sia in diminuzione rispetto agli anni passati, l’attenzione dei Carabinieri Forestali resta altissima. Il bilancio 2025 evidenzia come in provincia di Brescia siano stati registrati 31 incendi boschivi. Il fuoco ha devastato complessivamente circa 125 ettari di territorio, suddivisi tra 55 ettari di superficie boscata e 70 ettari di prati e pascoli. Nello stesso anno i Carabinieri Forestali hanno sanzionato 32 persone per un importo complessivo di oltre 6 mila euro.

Quello di Tignale è il quarto incendio dell’anno dopo gli eventi di Collio, Malonno e Sabbio Chiese. L’attività repressiva nel 2026 ha già portato alla sanzione di 20 persone per fuochi accesi in periodo di divieto, con multe che superano già i 7 mila euro.

Sguardo al futuro

 “La repressione non basta –  hanno concluso i militari dei Nuclei di Idro e Gavardo – Serve consapevolezza, ogni azione individuale ha un impatto diretto sulla salute della collettività. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di sensibilizzare gli studenti che, come ogni cittadino, possono essere sentinelle della biodiversità, pronte a segnalare ogni pericolo e a diffondere a sua volta una cultura del rispetto dell’ambiente che vada oltre la semplice paura della sanzione”.