La stazione Alta Velocità sul Garda arriva in parlamento. Carzeri: «Avevo presentato in Consiglio regionale una mozione nel 2021 e una nel 2025 e ora ho chiesto al Senatore Adriano Paroli di portare il tema sui tavoli nazionali attraverso un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per capire a che punto sia l’iter».
Stazione Tav
La fermata dell’alta velocità nel basso Garda torna al centro dell’attenzione istituzionale e arriva sul tavolo nazionale. Un tema che era già stato portato all’attenzione delle istituzioni dalla consigliera regionale Claudia Carzeri, prima firmataria della mozione approvata dal Consiglio regionale della Lombardia sia nel luglio del 2021 che nel gennaio del 2025, per impegnare la Giunta a sostenere la realizzazione della fermata nel basso Garda e a chiedere chiarimenti sullo status quo dell’opera. Queste mozioni erano nate da atti e approfondimenti tecnici avviati negli anni precedenti. Già nel 2018, infatti, Italferr e RFI avevano inviato al Ministero delle Infrastrutture lo studio di fattibilità per la realizzazione di una stazione dedicata, presentando quattro ipotesi di localizzazione. Un passaggio successivo è arrivato con la delibera CIPE del novembre 2019, che ha autorizzato il secondo lotto costruttivo della tratta e ha previsto anche un’informativa al CIPE, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proprio sulla definizione di uno studio di fattibilità per l’inserimento della fermata ferroviaria nell’area turistica del Basso Garda.
«Dall’approvazione in Consiglio regionale – spiega Carzeri – non abbiamo avuti riscontri a livello ministeriale nonostante l’attivazione dell’assessore Regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, che ringrazio per l’attenzione e l’impegno che ha sempre posto sul tema, sostenendo e condividendo le mie mozioni». Per questo Carzeri, attraverso un’interrogazione a risposta scritta presentata dal senatore Adriano Paroli al Ministro delle Infrastrutture, ha chiesto chiarimenti sullo stato dell’iter e sulle tempistiche per la realizzazione della stazione TAV nell’area gardesana, nodo ritenuto strategico per il collegamento tra Lombardia, Veneto e la rete europea.
«La fermata Tav del Garda è una grande opportunità per tutto il territorio gardesano e per l’intera Lombardia. Il Garda è una delle principali destinazioni turistiche italiane e ha bisogno di infrastrutture moderne e sostenibili. Una fermata dell’alta velocità – prosegue Carzeri – significherebbe rafforzare i collegamenti nazionali ed europei, migliorare l’accessibilità del territorio e sostenere lo sviluppo economico e turistico dell’area. L’interrogazione presentata dal senatore Paroli va nella direzione giusta: ora attendiamo la risposta sullo stato dell’iter e sulle tempistiche, affinché questo progetto strategico possa diventare realtà».
Opposizione
Nei mesi precedenti alcuni esponenti della politica desenzanese si erano dichiarati fortemente contrari ad una stazione alta velocità sul territorio. Tra questi il consigliere comunale Andrea Spiller (M5S e L’Altra Desenzano) che aveva sottolineato come «la nuova stazione che si intende costruire, in un’area compresa tra la periferia di Rivoltella e la Torre di San Martino dove attualmente vi sono solamente vigneti e qualche cascina, è destinata a diventare una enorme e costosa cattedrale nel deserto, senza collegamenti con il tessuto urbano, priva dei servizi necessari, difficile da raggiungere per turisti e pendolari, utile solamente a creare i presupposti per una nuova urbanizzazione (o speculazione edilizia) in quell’area della nostra città rubando e distruggendo per sempre enormi porzioni di terreno agricolo. Un’altra inevitabile conseguenza sarà lo spostamento totale e definitivo dei pochi treni Frecciarossa ad alta velocità che attualmente percorrono e fermano lungo la linea storica e che consentono a turisti e pendolari di raggiungere velocemente le grandi città del Nord Italia. Lo ribadiamo ancora una volta, la Stazione del Garda esiste già, ce ne sono ben due Desenzano e Peschiera, h anno tutte le caratteristiche per essere funzionali ed efficienti nell’accogliere turisti provenienti da tutta Europa e consentire ai pendolari di raggiungere comodamente ogni giorno le grandi città. Bisogna fare in modo che i treni AV fermino in queste stazioni e la loro frequenza venga aumentata, non sistematicamente ridotta come accaduto in questi ultimi anni».