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Perdite idriche a Brescia: nel 2025 diminuite del 20%

Il nostro capoluogo di provincia tra le città più virtuose a livello nazionale

Perdite idriche a Brescia: nel 2025 diminuite del 20%

Perdite idriche a Brescia: nel 2025 diminuite del 20%.

Risultati incoraggianti

Buone notizie sul fronte idrico per la città di Brescia: nel 2025, infatti, le perdite idriche della rete cittadina sono scese al 20% inserendo di fatto il nostro capoluogo di provincia tra le città più virtuose a livello nazionale e che conferma il lato positivo della strategia adottata da A2A Ciclo Idrico e Comune di Brescia in sintonia con l’Autorità d’Ambito. Mentre la dispersione media italiana supera ancora il 42%, Brescia recupera oltre 4,5 punti percentuali in un solo anno scendendo al 20,25% grazie ad un mix innovazione, programmazione e monitoraggio continuo, preparandosi così a celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo.

Il percorso: distretti e sensori

Il risultato è il frutto di un percorso che ha ripensato il modo in cui la rete viene monitorata e gestita. Dal 2017, anno in cui la dispersione era pari al 31,9%, A2A Ciclo Idrico ha intrapreso una progressione costante che ha portato a un abbattimento di dodici punti percentuali, dimezzando la quantità assoluta di acqua dispersa grazie ad una doppia strategia: distretti e sensori.

Un ruolo decisivo lo ha avuto la distrettualizzazione della rete, sviluppata in modo intensivo proprio grazie alla sinergia tra A2A Ciclo Idrico e l’amministrazione comunale. I 680 chilometri dell’acquedotto cittadini sono stati suddivisi in reti più piccole (i “distretti”): una suddivisione tecnica che è diventata uno strumento di prevenzione, capace di rendere visibili segnali che prima non era possibile intercettare. I trentadue distretti oggi attivi a Brescia hanno infatti permesso di segmentare la rete in aree omogenee facilmente controllabili, all’interno delle quali è stato possibile stabilizzare e ridurre la pressione (ogni bar in meno significa una minore fuoriuscita d’acqua da eventuali microfratture ancora non individuate), mitigare lo stress meccanico delle tubazioni e intervenire con maggiore tempestività in caso di comportamenti anomali. L’analisi della portata minima notturna, resa più semplice e precisa dalla suddivisione in distretti, ha consentito di individuare rapidamente eventuali dispersioni e di concentrare gli sforzi di ricerca in zone mirate, con tempi di intervento molto più rapidi rispetto al passato.

Il servizio e sua digitalizzazione

Accanto al lavoro sulla struttura della rete, Brescia ha potuto contare su un’evoluzione altrettanto significativa nella digitalizzazione del servizio. Il progetto Aquarius, avviato nel 2019 e sostenuto anche da fondi PNRR, ha introdotto una rete diffusa di sensori acustici in grado di monitorare le condotte senza interruzione e individuare le perdite grazie al “rumore” di eventuali fuoriuscite. Oggi in città sono attivi 1.265 sensori che sorvegliano oltre 320 chilometri di rete e che hanno già permesso di individuare e riparare 226 perdite. L’adozione di un metodo dinamico, basato su installazioni intensive nella fase iniziale e sul successivo spostamento dei sensori verso nuove aree una volta intercettata la maggior parte delle perdite, ha permesso di ottimizzare l’uso della sensoristica e di ampliare progressivamente la copertura di rete.

Il beneficio per la città è evidente: rispetto alla dispersione del 2017, Brescia nel 2025 ha salvato 5,4 milioni di metri cubi d’acqua, un quantitativo sufficiente a coprire l’intero fabbisogno annuale di una città di 70mila abitanti. Si tratta di un risultato che assume un valore ancora più rilevante alla luce degli scenari delineati dal Blue Book Utilitatis, che evidenziano come il cambiamento climatico e i periodi di siccità impongano a tutti i territori un uso sempre più attento e razionale della risorsa idrica.

Sul modello di quanto fatto nel capoluogo, in allineamento con le strategie dell’Ufficio d’Ambito, anche il territorio provinciale gestito da A2A Ciclo idrico è stato oggetto di interventi. In altri 11 comuni – Anfo, Bagnolo Mella, Bagolino, Gavardo, Lavenone, Mura, Rodengo Saiano, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Vestone e Vobarno – la rete è stata suddivisa in distretti (158 in tutto, compresa la città). Alla distrettualizzazione si è affiancato il progetto Aquarius, che nella provincia ha portato all’installazione di 535 sensori acustici (a Gavardo, Vobarno e Rodengo Saiano) in grado di monitorare ogni notte 173 km di rete, individuando e permettendo la riparazione di 45 perdite. A livello provinciale, la dispersione è scesa al 31,7%. Ma il dato significativo è il macroindicatore Arera M1 (perdite idriche lineari, l’indice su cui l’Autorità nazionale misura le performance di tutti i gestori) con i metri cubi di acqua persi al chilometro in un giorno scesi a 14,3, a fronte di una media nazionale di 19 mc/km/ gg.

La Giornata Mondiale dell’Acqua

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 all’interno delle direttive dell’Agenda 21. Come ogni anno, A2A celebrerà la Giornata aprendo i propri impianti alla cittadinanza e offrendo l’opportunità di conoscere da vicino l’impegno del Gruppo nella gestione dell’acqua. Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 sarà possibile visitare la storica Fonte di Mompiano, mentre il depuratore di Verziano sarà aperto al pubblico nella giornata di domenica 22.

Fonte di Mompiano

Sabato 21 e domenica 22: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. Visite in piccoli gruppi da 20 persone. Slot disponibili: 44

 

Depuratore di Verziano

Domenica 22 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Visite in gruppi da 50 persone. Slot disponibili: 4.

 

La visita è gratuita con prenotazione obbligatorio sul sito web: giornatamondialeacqua.a2a.it.