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Agenti di Comunità: al via il progetto a Brescia

Un'iniziativa che nasce dalla constatazione di una necessità concreta presente sul territorio, ovvero quello di avere una maggiore e più capillare presenza degli agenti della Locale nei vari quartieri della città

Agenti di Comunità: al via il progetto a Brescia

Agenti di Comunità: al via il progetto a Brescia.

A Brescia al via il progetto degli Agenti di Comunità

Il progetto “Agenti di Comunità” è stato avviato da parte dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Laura Castelletti: l’obiettivo è garantire maggiore vicinanza sul territorio così come dare risposta alle necessità di presidio, controllo, prevenzione, contrasto e per migliorare la percezione di sicurezza. Un’iniziativa che nasce dalla constatazione di una necessità concreta presente sul territorio, ovvero quello di avere una maggiore e più capillare presenza degli agenti della Locale nei vari quartieri della città.

Ha quindi fatto seguito l’iter necessario per giungere a questo risultato: il Comune ha inserito il progetto nel Dup 2024/2028. A settembre 2025 sono stati poi assunti venti agenti operativi da gennaio 2026 dopo un corso di formazione della durata di 159 ore.

Sul territorio

Sul territorio il progetto in questione prevede la suddivisione della città in otto macro zone ognuna con tre o quattro quartieri. Ogni zona, a rotazione, sarà presidiata da tre pattuglie coordinate da un ufficiale che potranno facilmente interagire con i cittadini, in auto ma anche a piedi:

“Il centro storico e l’area della stazione, cuori pulsanti della città – hanno fatto sapere – saranno comunque sempre monitorati, indipendentemente dalla rotazione delle zone”.

La suddivisione

Zona nord 1 (Sant’Eustacchio, San Bartolomeo, Borgo Trento e Casazza), zona nord 2 (Mompiano, San Rocchino – Costalunga, Villaggio Prealpino – Stocchetta e Crocifissa di Rosa), zona ovest 1 (Chiusure, Urago Mella, Villaggio Badia e Villaggio Violino), zona ovest 2 (Fiumicello, Primo Maggio e Porta Milano), zona sud 1 (Chiesanuova, Folzano, Fornaci e Villaggio Sereno), zona sud 2 (Don Bosco, Lamarmora e Porta Cremona – Volta), zona est 1 (Porta Venezia, Caionvico e Sant’Eufemia) e zona est 2 (Sanpolino, Bettole – Buffalora, San Polo Case, San Polo Cimabue e San Polo Parco).

Un percorso di formazione e la sinergia

Il personale coinvolto seguirà un percorso di formazione che supporterà gli agenti nel lavoro quotidiano in rete:

 

“Potenziando la presenza degli agenti sul territorio, in modo dinamico e in un’ottica di vicinanza al cittadino, il Comune vuole migliorare il benessere della comunità, fornendo risposte concrete alle necessità espresse attraverso lo sviluppo di reti di sostegno e servizi di prossimità, oltre a favorire azioni di contrasto, che agiscano non solo per soddisfare i bisogni, ma anche come impulso all’attivazione di risorse già presenti. Le criticità verranno mappate attraverso l’analisi delle necessità emerse dai quartieri e verranno potenziate la comunicazione tra i vari attori presenti sul territorio (cittadino, Amministrazione, Forze dell’Ordine e Consigli di Quartiere) e la progettazione partecipata”.

“Punto di forza del progetto, infatti, sarà proprio la sinergia con tutti gli interlocutori attivi nei vari quartieri, capaci di raccogliere segnalazioni, dialogare con i cittadini e collaborare nella definizione delle priorità, per favorire la collaborazione di tutti in un ambito di prevenzione e di contrasto. Nei prossimi mesi si procederà, quindi, a monitorare attentamente il servizio, con l’obiettivo di migliorarlo progressivamente e renderlo sempre più aderente alle esigenze della comunità”.