Festa della donna

Conosci la vera storia dell’8 marzo?

La lotta operaia e non una tragedia ha ispitato l'istituzione della Giornata

Conosci la vera storia dell’8 marzo?

Perché l’8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna? Comunemente, si attribuisce l’istituzione di tale ricorrenza a un fatto tragico: un massacro di operaie tessili avvenuto negli Stati Uniti, in cui la direzione di una fabbrica, per impedire che le donne partecipassero a una manifestazione di protesta, le aveva rinchiuse nei reparti e un incendio divampato improvvisamente (forse di natura dolosa) aveva trasformato la filanda in una trappola mortale. Eppure, di quel rogo del marzo 1908, in cui perirono 129 donne, non c’è traccia sulla stampa americana: la notizia non è riportata né sul New York Times, né sul Chicago Daily Socialist, e neppure su Solidarity. Qual è dunque la vera storia dell’8 marzo? A cercare di dare una risposta è l’approfondimento pubblicato sulla rivista Pagine di storia, realizzata dal Centro Filippo Buonarroti.

Conosci la vera storia dell’8 marzo?

In base alla ricerca, a ispirare l’istituzione della Giornata sarebbe stato il primo Woman’s Day organizzato domenica 3 maggio 1908 a Chicago dal Partito socialista: una manifestazione che ebbe un tale successo che l’Esecutivo del partito si impegnò a promuovere per il 1909 una giornata di mobilitazione a favore del diritto di voto alle donne. Ed è seguendo queste vicende, in particolare lo sciopero delle camiciaie proclamato il 22 novembre 1909, che si assiste a una intensa mobilitazione femminile: un’esperienza che animò la decisione delle socialiste americane di recarsi alla Conferenza di Copenaghen, nell’agosto 2010, per proporre l’istituzione di una Giornata internazionale della donna. Ma il tragico incendio non è un’invenzione: qualcosa di terribile accadde davvero, il 30 marzo 1911 a New York, dove 134 giovani lavoratori e lavoratrici morirono nell’incendio che distrusse la “Triangle Shirtwaist Company”, un palazzo di dieci piani. Intrappolati ai piani alti con le porte chiuse per costringerli a rimanere al lavoro, gli operai e le operaie si gettarono dalla finestra per sfuggire alle fiamme, andando incontro a una morte atroce. “La vicenda, tuttavia, anche se probabilmente ha ispirato le leggende sulle origini dell’8 marzo, non è in connessione diretta. Se noi consultiamo fonti storiche americane, troviamo la notizia della strage in riferimento non alla condizione femminile, bensì al tema della sicurezza sul lavoro”, si legge nella rivista.

Dalla lotta operaia alla Giornata internazionale delle donne

Nel frattempo, in Europa, il 19 marzo 1911 si tenne la prima Giornata internazionale della donna: la data fu scelta per ricordare la promessa (poi rimangiata) di re Guglielmo I di Prussia di estendere il voto alle donne per sedare una rivolta popolare del 1848. Dal 1913 anche in Russia si cominciò a celebrare la Giornata, senza però che i Paesi individuassero una data comune. L’evento che portò alla scelta definitiva dell’8 marzo va ricercato nel 1917 a Pietrogrado, dove fu scelta la data del 23 febbraio. Tuttavia, il calendario giuliano russo aveva alcuni giorni di differenza con quello gregoriano: “E così il 23 febbraio russo, che corrispondeva all’8 marzo nel resto d’Europa, si tenne a Pietrogrado quella che è considerata la più grande manifestazione di associazioni femminili mai organizzata nella storia, così imponente che le stesse truppe dello Zar non osarono reprimerla. […] Proprio in ricordo della manifestazione di Pietrogrado dell’8 marzo 1917, nel giugno del 1921 la Conferenza internazionale delle donne comuniste, che si tenne a Mosca, adottò formalmente quella data come Giornata internazionale dell’operaia. In seguito negli altri Paesi diventò la Giornata delle lavoratrici, e poi più in generale delle donne”, si legge nella rivista.

Un oblio “voluto”

Non manca una riflessione sulle ragioni che probabilmente hanno condannato all’oblio le reali origini dell’8 marzo. “E’ probabile che, proprio per questo carattere fortemente connotato sotto il profilo politico, le vicende siano state sempre più sfumate, dando maggior risalto a fatti che, come l’incendio di New York, ne allontanavano le origini dalla Russia e dal movimento comunista. E’ comunque un fatto che alle celebrazioni delle Giornate delle donne parteciparono fin dall’inizio forze politiche politicamente molto diverse”, si precisa. In Italia, la leggenda dell’incendio è stata curiosamente alimentata dallo stesso PCI: Pietro Secchia (all’epoca vicesegretario del partito) nel 1952 su L’Unità scrisse, in risposta alla Cisl che rifiutava l’8 marzo sostenendo che bastava il 1° maggio: “Devono aver pensato: è certamente un’invenzione sovietica. E invece è proprio in America che tale giornata è nata”. Una “bugia” che servì a sganciare il movimento femminista da un’eredità che avrebbe potuto risultare scomoda, e che ha alimentato una leggenda tramandata fino ai giorni nostri.