Quando un voto costava poco meno di un euro da scalare sul traffico dello Startac della Motorola e il Fantasanremo era pura fantascienza. Vent’anni fa, nel 2006, Riccardo Maffoni, abbracciato alla sua chitarra ha calcato il palco di Sanremo Giovani per la prima volta. E non solo. L’ha vinto. Scarpe da ginnastica, jeans e una voce profonda, inconfondibile che ha incantato il pubblico sanremese di una volta, quello un po’ snob e vestito per le grandi occasioni. Quello per il quale sopra alla t-shirt Maffoni ha «dovuto» indossare una elegante giacca nera. Sono passati vent’anni e la sua passione per la musica non è cambiata, come quella per la scrittura e i concerti dal vivo. Quella sera canticchiando «Sole negli occhi» Orzinuovi ha fatto il tifo per lui:
«Sapendo che è una gara tutto può essere, si può arrivare in finale ma si può anche uscire la prima sera, però ho questo ricordo che ogni sera andava avanti, avanti e avanti e alla fine eravamo rimasti sul palco in due dei Giovani, io e Simone Cristicchi – ha ricordato – Quando mi hanno premiato l’ultima sera sono rimasto senza parole, ero stanco fisicamente, tante emozioni, infatti la scena me la ricordano in tanti: a parte ringraziare sono rimasto folgorato dalla vittoria e dall’emozione».
Sembra passato un secolo da quel momento, negli anni a seguire l’orceano ha semplicemente continuato la sua vita privata ed artistica con l’umiltà che da sempre lo contraddistingue: con un sorriso appena accennato e gli occhi che brillano. Moltissime, negli anni, le produzioni musicali, i tour e gli eventi ai quali ha partecipato nella maggior parte legati ad eventi di beneficenza, ci aveva raccontato dell’esperienza di esibirsi in carcere a Brescia, numerosi i concerti nei quali oltre a far vivere emozioni al pubblico continua ad animare, divertire e vivere sé stesso.
«Sto lavorando a nuove canzoni – questa la promessa degli scorsi giorni – Spero di farvi ascoltare presto qualcosa di nuovo, Riccardo».