Quando si parla di visibilità online per uno shop digitale, il primo pensiero corre quasi sempre alla SEO tradizionale. Ma il panorama della ricerca sta attraversando una metamorfosi profonda: i motori di ricerca generativi — da ChatGPT a Perplexity, da Google AI Overviews a Claude — stanno diventando il primo punto di contatto tra un potenziale acquirente e i prodotti che cerca. In questo scenario, i vantaggi della GEO per gli e-commerce si stanno rivelando un fattore competitivo di primo piano, che troppi merchant ignorano ancora. Capire come funziona la Generative Engine Optimization e perché può fare la differenza per il tuo negozio online significa, in sostanza, prepararsi al modo in cui le persone troveranno i prodotti domani — o, in molti casi, già oggi.
Ne parlano da tempo gli esperti di Studio Samo, agenzia AI & digital marketing di riferimento in Italia: la GEO non è una moda passeggera, ma una disciplina emergente che si affianca alla SEO classica per garantire al brand una presenza anche dove i vecchi algoritmi non arrivano. In questo articolo esaminiamo nel dettaglio cosa porta concretamente la GEO a un e-commerce, con dati, scenari pratici e ragioni solide per iniziare subito.
Cosa sta cambiando nel modo in cui gli utenti cercano prodotti
Fino a qualche anno fa il processo di acquisto online aveva un copione abbastanza prevedibile: l’utente digitava una query su Google, scorreva i risultati organici, cliccava su tre o quattro link e poi decideva. Oggi quella sequenza si è incrinata. Secondo i dati più recenti, il 68% degli utenti inizia il proprio percorso di acquisto attraverso una query rivolta a una piattaforma di intelligenza artificiale generativa, e le sessioni referral provenienti da tool AI sono cresciute di oltre il 500% in pochi mesi del 2025.
Questo significa che una fetta sempre più ampia di potenziali clienti — e non si tratta di nicchie tech, ma di consumatori ordinari che cercano elettronica, abbigliamento, prodotti di bellezza, articoli per la casa — chiede a ChatGPT o a Gemini qual è il miglior prodotto per le proprie esigenze. La risposta che ricevono non è una lista di link: è una sintesi generata dall’AI, che cita alcune fonti e solitamente ignora le altre.
Il punto cruciale è qui: se il tuo e-commerce non compare in quelle risposte, sei invisibile per quella fetta di utenti. E poiché il traffico proveniente dall’AI tende a convertire con intenzione d’acquisto molto più alta rispetto al traffico informativo generico, perdere quella visibilità significa perdere vendite.
Cos’è la GEO e perché è diversa dalla SEO classica
La Generative Engine Optimization è l’insieme di strategie e tecniche che permettono a un sito — e quindi a un e-commerce — di essere citato, menzionato e raccomandato nelle risposte generate dai motori AI. Non si tratta di “posizionarsi” in una classifica di risultati, ma di diventare una fonte che i modelli linguistici considerano autorevole e degna di essere inclusa nelle loro sintesi.
La SEO tradizionale punta a ottenere click: lavora su keyword, backlink, velocità di caricamento e struttura tecnica del sito, con l’obiettivo di portare l’utente sulla pagina. La GEO, invece, opera su un piano diverso: mira a costruire quella che gli esperti chiamano “AI Visibility”, ovvero la frequenza con cui il brand viene citato nelle risposte dei modelli generativi. In questo senso le due discipline sono complementari, non in competizione. Una buona base SEO resta indispensabile, ma da sola non basta più.
Dal punto di vista tecnico, i motori generativi funzionano attraverso la Retrieval-Augmented Generation (RAG): il modello recupera informazioni da fonti esterne, le valuta in base ad autorevolezza e pertinenza semantica, e costruisce la risposta. Non è il numero di keyword a fare la differenza, ma la ricchezza di senso dei contenuti, la chiarezza delle informazioni, la presenza di dati verificabili e la credibilità percepita del brand.
I vantaggi concreti della GEO per un e-commerce
1. Raggiungere utenti ad altissima intenzione d’acquisto
Chi usa un’AI conversazionale per chiedere “qual è la migliore scarpa da trail running sotto i 150 euro” non è un navigante distratto: è un acquirente che ha già identificato il suo bisogno e sta cercando una raccomandazione concreta. I dati confermano che i visitatori che arrivano su un sito e-commerce passando da Perplexity, per esempio, convertono a tassi sensibilmente superiori rispetto al traffico da ricerca organica tradizionale.
Essere presenti nelle risposte AI per le query di prodotto più rilevanti equivale, in sostanza, a intercettare i potenziali clienti nel momento esatto in cui sono pronti a comprare. Questo abbassa il costo di acquisizione e aumenta il valore medio del carrello, perché l’utente arriva già orientato.
2. Rafforzare la reputazione del brand
Quando un modello AI cita il tuo e-commerce come fonte affidabile o raccomanda i tuoi prodotti in risposta a una domanda, si verifica qualcosa di molto potente dal punto di vista del marketing: si crea un effetto di endorsement implicito. L’utente percepisce quella citazione come una validazione neutrale, non come pubblicità. Il brand acquista credibilità in modo organico.
Questo vantaggio è particolarmente significativo per i merchant di medio-piccola dimensione che non hanno budget per grandi campagne advertising. Costruire autorevolezza attraverso contenuti di qualità, dati verificabili e una presenza diffusa nell’ecosistema informativo è un investimento che i modelli AI riconoscono e premiano.
3. Differenziarsi dalla concorrenza in un mercato ancora poco presidiato
Uno studio del 2025 rileva che solo il 16% dei brand monitora sistematicamente la propria performance nella ricerca AI. Questo significa che la grande maggioranza dei merchant non ha ancora capito che esiste un’opportunità — e chi si muove prima consolida una posizione che sarà molto più difficile da scalfire una volta che il mercato si sveglierà.
A differenza della SEO tradizionale, dove i mercati sono ormai estremamente competitivi e i costi per raggiungere la prima pagina di Google sono alti, la GEO è ancora un terreno aperto. Gli e-commerce che investono oggi in contenuti orientati alla visibilità AI stanno costruendo un vantaggio competitivo strutturale, non tattico.
4. Ridurre la dipendenza dal traffico a pagamento
Il traffico organico vale, economicamente, circa cinque volte il traffico proveniente da advertising a pagamento. La GEO contribuisce ad ampliare il canale organico in modo qualitativo: non si tratta solo di più visite, ma di visite da utenti più qualificati. Integrare la strategia GEO con quella SEO significa costruire un flusso di acquisizione meno dipendente dai budget pubblicitari e più resistente alle oscillazioni dei costi per click.
Questo è particolarmente rilevante in un contesto in cui il costo dell’advertising digitale continua a crescere anno dopo anno, mentre i ritorni per molti settori si assottigliano. Un e-commerce che presidia la ricerca generativa aggiunge un canale di acquisizione a costo marginale decrescente, ovvero più scala, meno costa per conversione.
5. Beneficiare del traffico zero-click in modo indiretto
Una delle sfide più dibattute nel marketing digitale attuale è la crescita delle ricerche zero-click: il 60% delle ricerche su Google si conclude oggi senza che l’utente clicchi su nessun sito. Questo fenomeno è amplificato dagli AI Overviews e dalle piattaforme generative. A prima vista sembra una brutta notizia. In realtà, la GEO consente di trasformarla in un’opportunità.
Essere citati in una risposta AI — anche senza generare un click immediato — costruisce brand awareness e associazione mentale. L’utente che vede il nome del tuo shop in una risposta di ChatGPT ha ricevuto un’impressione. Quando poi cercherà quel prodotto su Google o direttamente sul tuo sito, quella familiarità si tradurrà in un tasso di conversione più alto. Il valore della GEO, dunque, si misura non solo nel traffico diretto, ma anche nella costruzione del brand a lungo termine.
6. Migliorare la qualità complessiva dei contenuti di prodotto
Per ottimizzare un e-commerce per la GEO è necessario produrre contenuti semanticamente ricchi, strutturati con chiarezza, supportati da dati e da una voce autorevole. Questo processo porta a un miglioramento intrinseco della qualità del sito: descrizioni di prodotto più complete, pagine categoria più informative, guide all’acquisto ben strutturate. Il risultato è un sito che funziona meglio sia per gli algoritmi AI sia per gli utenti reali — e, di conseguenza, anche per la SEO tradizionale.
In altri termini, investire nella GEO non è un costo aggiuntivo separato dal resto della strategia digitale: è un miglioramento strutturale che porta benefici su più fronti contemporaneamente.
Come si ottimizza un e-commerce per la GEO: le leve principali
Comprendere i vantaggi è il primo passo, ma è utile avere anche un’idea concreta di come si lavora sulla GEO in ambito e-commerce. Ecco le leve principali su cui intervenire:
- Schema markup avanzato. I modelli AI usano i dati strutturati per comprendere il contesto dei contenuti. Per un e-commerce, è essenziale implementare Product Schema (con prezzo, disponibilità, rating), Organization Schema e FAQPage Schema per le sezioni di supporto. I siti che integrano correttamente lo schema markup registrano un miglioramento del 20-30% nei tassi di citazione da parte dei sistemi AI.
- Contenuti orientati all’E-E-A-T. I modelli generativi privilegiano le fonti che dimostrano esperienza diretta, expertise di settore, autorevolezza riconoscibile e affidabilità (le quattro componenti dell’E-E-A-T). Per un e-commerce questo significa andare oltre la semplice scheda prodotto: guide comparative, test approfonditi, recensioni verificate, contenuti firmati da persone con credenziali reali.
- Formattazione Q&A e gerarchie chiare. I sistemi RAG cercano risposte dirette a domande specifiche. Strutturare i contenuti con heading logici, sezioni FAQ, frasi concise e informazioni verificabili aumenta la probabilità di essere estratti e citati nelle risposte AI.
- Inserimento di dati e citazioni di esperti. Secondo la ricerca accademica fondamentale sulla GEO, l’inserimento di citazioni di esperti aumenta la visibilità nelle risposte AI di circa il 40%, mentre le statistiche chiare e le citazioni in linea contribuiscono ciascuna di circa il 30%.
- Accessibilità ai crawler AI. Verificare che il file robots.txt consenta esplicitamente l’accesso a GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot e agli altri crawler dei principali modelli. Assicurarsi che il sito si carichi in tempi rapidi e che i contenuti siano accessibili senza rendering JavaScript client-side.
- Aggiornamento continuo dei contenuti. I sistemi come Perplexity privilegiano fortemente la freschezza: i contenuti aggiornati negli ultimi 30 giorni hanno tassi di citazione significativamente migliori. Un piano editoriale sistematico di refresh è quindi parte integrante della strategia GEO.
Misurare i risultati: le metriche della GEO
Una delle difficoltà iniziali della GEO è la misurazione: a differenza della SEO, non esiste ancora un equivalente di Google Search Console che fornisca dati standardizzati. Tuttavia, il settore si sta dotando di strumenti sempre più efficaci. Le metriche chiave su cui lavorare sono:
Share of Voice in AI (SOVA): la percentuale di risposte AI nel proprio settore che menzionano il brand o i prodotti del sito. Si calcola identificando un set rappresentativo di query rilevanti, testandole su ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude, e tracciando le citazioni.
AI Citation Frequency: la frequenza con cui specifiche pagine o contenuti vengono referenziati nelle risposte generative, misurata sia per ampiezza (quante query diverse generano la citazione) sia per profondità (quanto è prominente la menzione nella risposta).
AI-Driven Conversion Rate: il tasso di conversione del traffico proveniente dalle piattaforme AI, tracciabile in Google Analytics 4 attraverso channel group personalizzati che filtrano i referral da ChatGPT, Perplexity, Gemini e simili.
Strumenti come il dashboard AI di Semrush, AICarma o SE Ranking permettono oggi di monitorare queste metriche con una granularità crescente, integrando il tracciamento GEO con le analisi SEO tradizionali.
Conclusione: il momento giusto per agire è adesso
La Generative Engine Optimization non è ancora diventata una commodity: è ancora un territorio in cui chi si muove per primo consolida vantaggi difficili da recuperare per chi arriva dopo. Per un e-commerce, i benefici sono multipli e si rinforzano a vicenda: maggiore visibilità su utenti ad alta intenzione, costruzione di autorevolezza organica, diversificazione dei canali di acquisizione, miglioramento della qualità complessiva del sito.
La GEO non chiede di abbandonare la SEO — chiede di completarla. I contenuti che funzionano per i modelli AI tendono a funzionare meglio anche per Google, perché sono più chiari, più ricchi di informazioni verificabili e più utili per l’utente reale. Investire nella GEO oggi significa costruire una fondazione digitale più solida, più resiliente alle evoluzioni degli algoritmi e più adatta al modo in cui le persone stanno già cercando i prodotti.