La prima a Quinzano d’Oglio, la 65esima nell’intera provincia di Brescia.
Giovanni Albarelli
“Qui abitava Giovanni Massimo Albarelli, nato nel 1911, catturato il 12 settembre 1943, fronte croato, internato militare, assassinato 15 aprile 1944”.
Questo è scritto sulla pietra d’inciampo che giovedì 5 febbraio 2026 è stata posata proprio davanti all’abitazione del soldato Albarelli in via Razzetto. A leggere quello che riporta la pietra è Alberto Franchi, responsabile provinciale della posa di questi manufatti.
“Facciamo memoria di un episodio che per anni è stato sepolto nel cuore con grande dolore dalla famiglia – ha dichiarato Franchi – a nome di tutti porto il mio sentimento di vicinanza e gratitudine perché oggi questo dolore diventa pubblico, ed è giusto che sia così perché Giovanni Massimo Albarelli si è sacrificato per tutti”.
La posa della prima pietra d’inciampo
E’ una cerimonia densa di emozione e commozione quella che ha coinvolto la comunità per questa posa così importante, così sentita da tutti. Presenti la nipote Giovanna, che tanto si è spesa per ricostruire e ricordare la storia del nonno e il figlio di Albarelli, Luciano, le autorità cittadine, il sindaco Lorenzo Olivari, il vice Federico Bertuzzi, gli assessori Alessandra Brunelli e Marinella Brunelli, il parroco don Lorenzo Boldrini , i rappresentanti di tutte le associazioni e corpi d’Arma, lo storico Andrea Andrico in rappresentanza di Anpi, Aned, Anei, le scuole del paese e naturalmente i cittadini.
“Grazie per essere così numerosi – ha esordito il primo cittadino accogliendo tutti gli intervenuti in piazza IV Novembre – questi eventi sono dedicati al passato, al presente, ma sopratutto al futuro, perché queste pietre servono a ricordare, fanno riflettere per non dimenticare quello che è stato”.
Dalla piazza poi si è svolto un corteo fino all’abitazione che fu di Albarelli, in via Razzetto, dove è stata posta la pietra d’inciampo.
“La tragica storia di Giovanni Albarelli è stata ricostruita dalla nipote Giovanna con tanta caparbietà e amore – ha sottolineato Andrico – questa pietra d’inciampo è un doveroso ricordo per le atrocità da lui subite nei lager nazisti”.
Il parroco ha poi benedetto la pietra prima che questa fosse incastonata nel marciapiede davanti all’abitazione, sulla quale Giovanna ha posto una rosa bianca.
L’intervento di Giovanna
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“Ricordare non serve solo ad onorare ma a riconoscere i segnali, a non restare indifferenti a non normalizzare ciò che non dovrebbe mai essere accettato, oggi ricordiamo il finanziere Giovanni Massimo Albarelli perché la memoria non è un rito, è un dovere e ogni volta che la dimentichiamo il buoi torna a farsi strada”.
Sono le parole dense di commozione della nipote Giovanna che in questi anni si è spesa per ricostruire la storia del nonno, fargli assegnare la Medaglia d’onore e ora ricordarlo con una pietra d’inciampo, ha dimostrato coi fatti cosa significhi “fare memoria”.
“A nome di tutta la mia famiglia, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per la posa della Pietra d’Inciampo dedicata al nostro caro e amato Giovanni fornendoci così la possibilità di tenere vivo il suo nome, il suo sacrificio e il suo ricordo. Grande la commozione nel vedere la pietra posta proprio davanti alla porta di casa da cui il nostro caro congiunto fu strappato. Chi passando per questa via, si ritroverà a guardare la pietra d’inciampo con il nome del finanziere Giovanni Albarelli saprà che, con la sua resistenza, eroica e silenziosa, ha compiuto il suo dovere fino in fondo, fino all’estremo sacrificio, tenendo bene in mente quali sono i valori che contano davvero. Lui, come tanti altri, giovani e meno giovani, è stato capace di non scegliere la via più comoda e si è sacrificato con dignità, onorando la sua divisa. Non ho, purtroppo, conosciuto mio nonno, il finanziere scelto Giovanni Massimo Albarelli, ma quotidianamente mi è stato ricordato. Il mio ultimo ringraziamento è rivolto proprio a lui, che col suo esempio di abnegazione e sacrificio mi ha trasmesso valori di cui vado fiera”, ha concluso Giovanna.