Dopo 50 anni chiude lo storico Ristorante Delfino.
Lo storico Ristorante Delfino chiude
Ci sono luoghi e realtà destinate a non tramontare mai anche dopo che le serrande si abbassano per sempre. Perché resteranno impresse nei ricordi di innumerevoli persone. Non solo degli orceani e nemmeno di tutta la Provincia di Brescia ma oltre. Al di là delle migliaia di clienti che si sono susseguiti negli anni il Ristorante Delfino di Orzinuovi resterà per sempre un’istituzione. Il posto in cui i più cenavano solo nelle occasioni speciali e che chi frequentava spesso poteva rientrare senza dubbio nella stretta cerchia della Orzi bene che poteva permettersi il lusso di godersi le specialità di mare del ristorante più rinomato e desiderato della città, anche dal ceto medio (sebbene spesso non lo si volesse ammettere).
Un pezzo di storia dagli anni ’70
Dagli anni ‘70 ad oggi quel modo di dire che tutti nel circondario hanno sentito almeno una volta si sbiadirà ma non scomparirà:
«Scommettiamo una cena di pesce al Delfino!» nelle affermazioni delle più spericolate nei giochi tra amici che in caso di perdita avrebbero rimesso una buona parte dello stipendio. Ma il Delfino, oltre al lusso, è stato un posto in cui la cucina era di famiglia, un luogo con un’identità ben precisa, in cui come direbbero nei programmi di cucina moderna, comandano ancora gli anni ‘80. Nel servizio, nella preparazione, nel classicismo, nelle camicie abbottonate dei camerieri, nei servizi al tavolo, negli spiedini di frutta a decorazione degli opulenti piatti di pesce. Perché questo è, ed è stato il Delfino: un esercizio di stile sì, ma soprattutto un ristorante in cui la qualità altissima dei prodotti ricercati non è mai mancata.
Il saluto a tutti i clienti
Dopo il rincorrersi di voci insistenti riguardo la chiusura dello storico ristorante, sono stati proprio loro, i gestori a voler salutare i propri clienti con un addio in grande stile in programma per il 15 febbraio:
“Come ben sapete 50 anni fa Salvatore e Caterina hanno deciso di intraprendere questa avventura chiamata “Ristorante Delfino”, un’avventura che ci ha dato tante soddisfazioni, che ci ha permesso di crescereinsieme ad ognuno di voi: amici, clienti, collaboratori e fornitori – hanno fatto sapere dalla squadra del ristorante – Sono stati anni impegnativi, fatti di sacrifici e tanto duro lavoro, con I’unico obiettivo di fare in modo che chiunque venisse a mangiare al Delfino potesse sentirsi ben accolto, soddisfatto e, una volta uscito, potesse pensare: “Non vedo l’ora di tornare a mangiare da Salvatore””.
E ancora l’invito a festeggiare questi 50 anni insieme:
“Siamo convinti, a malincuore, che sia arrivato il momento di concludere questo incredibile viaggio che dal ‘76- ‘77 ci ha permesso di diventare parte delle vostre vite. Vogliamo ringraziare tutti voi, per il supporto, la fiducia e l’affetto che ci avete dimostrato in questi lunghi anni. Se tutto questo è stato possibile è solo grazie a voi clienti che ci avete scelto per i vostri pranzi e le vostre cene, per il vostro primo appuntamento, per le ricorrenze in famiglia, per qualsiasi occasione speciale. L’ultimo servizio è previsto per il pranzo del 15 febbraio ma vi aspettiamo la sera per un ultimo brindisi insieme dalle 19. Certi di stravolgere le nostre vite, grati per quello che è stato e per quello che sarà, con la speranza che anche voi, come noi, possiate portare il ricordo o un ricordo del Ristorante Delfino. Grazie di cuore da Salvatore, Caterina, Paolo e Enza”.
La storia del ristorante Delfino
Fondato da Salvatore Polidoro e la moglie Caterina, originari della Costiera Amalfitana, il Ristorante Delfino di Orzinuovi ha portato di fatto il pesce fresco di mare nella Bassa bresciana, trasformando una vecchia locanda in un pilastro della cucina marinara. Nel 1976 la coppia rileva la “Locanda Venezia” alle porte di Orzinuovi scommettendo anche su un luogo poco distante dalla centrale Piazza Vittorio Emanuele che era in cuore pulsante della città.
Quasi 50 anni fa la nostra famiglia si è trasferita a Orzinuovi, dove, in una vecchia locanda alle porte del paese, abbiamo aperto il “Ristorante Delfino”. I nostri genitori hanno lasciato Maiori e la Costiera Amalfitana con un sogno molto ambizioso: far apprezzare ai bresciani i sapori tradizionali della nostra cucina e tutto il nostro amore per il pesce fresco e di qualità. Il tutto accompagnato dai vini più raffinati. All’inizio la gente del posto apprezzava soprattutto la classica pizza, ma col passar del tempo i palati fini impararono, sempre più numerosi, a gustare il pesce di mare, che Salvatore giornalmente acquistava direttamente dal mercato ittico di Chioggia. Nel 1991 il ristorante è stato completamente ristrutturato e nel 1993 mamma e papà hanno allargato la società anche a noi figli. Anche la nuova scommessa della famiglia Polidoro ha incontrato i favori di una clientela sempre più raffinata e si è rivelata vincente.
Così se ne raccontava durante l’ultimo speciale di Mela Verde nel 2017 in occasione dei 40 anni
“Al tempo, negli anni ’70, di “napoletano”, culinariamente parlando, nelle provincie lombarde si conoscevano la pizza, il babà, ma la tradizione tutta campana del pesce crudo o cotto era senza dubbio una novità. Una novità di successo, perché Salvatore e Caterina, in pochi anni, non solo riescono a ripartire da zero a 1000 chilometri da casa, ma si conquistano anche la fiducia e l’ ammirazione di una clientela che è sempre cresciuta negli anni e che torna spesso a trovarli. La cucina è sempre quella di 40 anni fa. Pesce freschissimo, di grande qualità, servito cotto o crudo in un ambiente ancora familiare, con caterina in cucina a capitanare un gruppetto di cuoche, e Salvatore, sempre in sala, ad accogliere gli ospiti. Salvatore è simpatico, allegro e ha sempre la battuta pronta, con il suo inconfondibile accento partenopeo. Al servizio ai tavoli ci sono oggi anche il figlio e la figlia, Paolo ed Enza, gentili e preparati. Dimenticavo. Il ristorante si chiama “Delfino”, a ricordare quella terra baciata dal mare da cui provengono Salvatore e Caterina, di cui si portano ancora dentro tutte le emozioni e i ricordi”.