Il ciclista Roberto Visentini, da Gardone Riviera, è entrato a far parte della «Hall of Fame» del Giro d’Italia.
Il gardonese Visentini nella Hall of Fame del Giro d’Italia
La consegna del «Trofeo senza fine» si è tenuta il 30 gennaio scorso all’Eatitaly di Milano, nell’anno in cui ricorre il 40esimo anniversario della sua vittoria al Giro d’Italia.
Una lunga pedalata verso il coronamento di un sogno
Il campione gardonese, 68 anni che oggi lavora nelle onoranze funebri di famiglia a Gardone Riviera, ha saputo davvero brillare negli anni in cui ha «pedalato» in sella alla sua bicicletta. Tra i tanti risultati ottenuti, in gioventù nel 1975, si è aggiudicato il mondiale per Juniores a La-Chalet-Gobet e da dilettante è salito sul podio del Tour de l’Aveni. Una volta diventato professionista, al debutto nella Corsa Rosa del 1978, si aggiudicò la Maglia Bianca di miglior giovane. Il sogno, però, come è facile immaginare, è sempre stato il Giro d’Italia: Visentini, nel corso della sua carriera da corridore, è riuscito a vincere cinque tappe per poi trionfare il 2 giugno 1986 a Merano. Sono state in tutto 12 le sue partecipazioni al Giro d’Italia, la prima nel 1978 a 20 anni, l’ultima nel 1990 a 32 anni. Cinque le vittorie di tappa con un totale di 19 podi. 27 i giorni in Maglia Rosa. Ha indossato la Maglia Rosa almeno per un giorno in cinque edizioni (1980, 1981, 1985, 1986, 1987). Nel 1983 aveva conquistato un secondo posto e nel 1985 si era dovuto ritirare dopo nove giornate in maglia rosa per problemi di salute: aveva contratto una polmonite e finì per essere ricoverato per una ventina di giorni agli Spedali Civili di Brescia.
Una passione nata per “gioco”
«Ricevere questo riconoscimento dopo tanti anni è una grandissima soddisfazione – ha commentato Visentini –. La bicicletta è sempre stata una mia passione: ho iniziato nel 1972 a correre. All’epoca o si andava in bicicletta o si giocava a pallone, questi erano i nostri divertimenti. Il primo anno ho provato a correre così per gioco senza nessuna aspettativa, poi ho iniziato a vincere, a 17 anni ho vinto il mondiale Juniores e da lì è stato un susseguirsi di vittorie impor tanti».
I bei ricordi e l’amicizia che resta
Nel 1986 con la maglia della Carrera il sogno diventa realtà: Visentini trionfa al Giro d’Italia, un traguardo inseguito da tanto tempo, brillantemente raggiunto. Oggi, a distanza di quarant’anni, quelle emozioni tornano a vibrare: in quell’occasione lasciò dietro di se Giuseppe Saronni (due Giri vinti, una Sanremo, un Lombardia e un Mondiale), Francesco Moser (un Giro, un Mondiale, una Sanremo, due Lombardia, tre Roubaix), Greg Lemond (tre Tour de France e due Mondiali), Claudio Corti ( u n Mo ndiale dilettanti) e Franco Chioccioli (un Giro d’Italia):
«Una tra le cose più belle è che a distanza di quarant’anni sono restato amico di quasi tutti i corridori che hanno vissuto con me e come me quel fantastico periodo».
Come ogni grande risultato altrettanto importanti sono i sacrifici richiesti:
«Ricordo che mi allenavo 6/7 ore al giorno tutti i giorni in estate e in inverno, quando stavo poco bene (capitava di contrarre l’i nfluenza) stavo fermo ma poi dovevo recuperare e non sempre era facile».
Ma la grande passione, come ha dimostrato, può tutto. E ai giovani che sognano di intraprendere questo percorso dice di:
«Essere determinati, sono davvero tanti i sacrifici richiesti – ha spiegato -. Bisogna saper tener duro e andare avanti curando il proprio fisico oltre che la mente. E poi ci vuole anche tanta fortuna, come quella di trovare la squadra giusta» .