Brescia: 42enne senza fissa dimora trovato morto in un parco pubblico di via Milano.
Il tragico rinvenimento
Questa mattina (venerdì 6 febbraio 2026) la tragica scoperta a Brescia: un uomo di 42 anni senza fissa dimora, originario dell’Uzbekistan e residente in un’altra città, è stato trovato morto all’interno di un parco pubblico che si affaccia su via Milano. Ad intervenire prontamente sul posto il personale sanitario del 112, le pattuglie della Questura e della Polizia Locale per i rilievi del caso.
Noto ai servizi di accoglienza del comune
La vittima era già stata identificata più volte dalle Forze dell’Ordine come frequentatore di alcuni parchi della zona: era poi noto anche ai servizi di accoglienza del comune di Brescia dal momento che nel 2024 aveva avuto accesso all’Helpcenter e poi ad uno dei servizi di bassa soglia offerti dall’Amministrazione.
Le parole della sindaca di Brescia Laura Castelletti
“Sono profondamente dispiaciuta per la morte di questa persona, avvenuta nella nostra città. Quando una vita si spegne in condizioni di solitudine e fragilità è una ferita per tutta la comunità”, ha commentato la sindaca Laura Castelletti. “Brescia, come altri capoluoghi, è spesso luogo di passaggio per uomini e donne senza fissa dimora, che si fermano per un periodo e poi proseguono il loro cammino. Storie difficili, segnate da problemi economici, sanitari e personali, che rendono ogni situazione diversa e complessa. Questa vicenda ci richiama a una responsabilità precisa, umana prima ancora che istituzionale. Come amministrazione lavoriamo ogni giorno, assieme ai servizi sociali e al terzo settore, per offrire accoglienza, supporto e percorsi di aiuto a chi vive in condizioni di grave fragilità. Non sempre, però, è semplice intercettare o convincere le persone ad accettare un sostegno, dietro ogni scelta ci sono vissuti complicati che vanno rispettati. Questo non riduce il nostro impegno. Al contrario, ci spinge a fare di più, per rafforzare la rete di protezione e per costruire una città capace di non lasciare indietro nessuno”.
Il sistema di accoglienza: 392 i posti totali
Sono in tutto 392 i posti totali dei quali dispone il sistema di accoglienza del comune di Brescia. Dalla Loggia informano come, di fatto, negli anni tale sistema di accoglienza sia stato fortemente innovato tramite un servizio in bassa soglia attivo per tutto l’anno. Non solo quindi in occasione della cosiddetta “emergenza freddo”.
Esistono poi casi particolari nei quali le persone non accettano un percorso di aggancio, per le quali è in ogni caso importante offrire un’alternativa alla strada: in quest’ottica sono stati strutturati posti d’accoglienza in bassissima soglia. In tale luogo vengono accolti anche coloro che hanno problematiche attive di dipendenza da sostanze e sono ammessi animali da compagnia.
I servizi residenziali per persone adulte in situazione di disagio
L’Amministrazione fa sapere che oggi i servizi residenziali per persone adulte in situazione di disagio a Brescia sono strutturati in questo modo:
- A bassissima soglia: accoglienza di 12 ore con erogazione di servizi essenziali (totale 20 posti maschili);
- A bassa soglia: accoglienza di 12 ore con creazione di un primo aggancio educativo anche per l’emancipazione dalla situazione di disagio (totale 76 posti e 5 enti coinvolti). A questi si aggiungono, a gestione diretta dei gestori, posti extra di bassa soglia: 17 maschili nel rifugio Caritas e altri 15 posti maschili rifugio Caritas in modalità “emergenza freddo” attivo dal 1 dicembre al 30 aprile;
- Inclusione sociale: accoglienza residenziale di 24 ore con accompagnamento educativo. Sono presenti figure educative che accompagnano le persone verso percorsi di maggiore autonomia, per il mantenimento e/o recupero di capacità e competenze residue. Ci sono 180 posti, di cui 40 femminili, messi a disposizione da 8 enti gestori;
- Emergenza abitativa: si tratta di accoglienza rivolta a nuclei familiari, anche con minori, con bisogni urgenti, immediati e indifferibili, che si trovino sotto sfratto o comunque in emergenza abitativa connessa a procedure di rilascio esecutivo degli alloggi, o in situazione di fragilità, di grave marginalità o in attesa di inserimento in servizi specifici per richiedenti asilo o altre unità d’offerta della rete sociosanitaria integrata, impossibilitati a fruire di soluzioni abitative alternative. Garantisce accoglienza residenziale temporanea in alloggi/strutture, in stretta integrazione con il servizio sociale di riferimento. Per questi sono disponibili 84 posti, gestibili fra maschile e femminile.
Housing First
“Inoltre, il Comune di Brescia ha adottato il modello “Housing First”, una metodologia riconosciuta a livello europeo e rivolta alle persone in condizioni di grave marginalità, avviata in via sperimentale nel 2020 e oggi stabilmente integrata nei servizi. Le persone che hanno vissuto a lungo in strada, spesso con fragilità complesse, vengono accolte in un alloggio e seguite da un’équipe educativa che le accompagna passo dopo passo nel recupero dell’autonomia, nella gestione quotidiana e nel reinserimento sociale. Il progetto funziona grazie alla collaborazione tra Comune, enti del terzo settore e servizi sanitari territoriali, che lavorano insieme per affrontare i bisogni individuali e costruire percorsi personalizzati. I risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia dell’approccio: oggi il servizio è strutturato attraverso una rete di cinque enti che hanno messo a disposizione sette appartamenti. Da maggio 2020 a dicembre 2025 sono state accolte 18 persone.L’obiettivo è ora rafforzare ulteriormente questo modello, affiancando anche soluzioni di co-housing e Housing Led, percorsi abitativi temporanei con un accompagnamento più leggero, pensati per favorire un passaggio graduale verso l’autonomia”.
“In questo quadro si inserisce anche il servizio di accoglienza residenziale “Housing Corridoni”, attualmente oggetto di importanti lavori di riqualificazione e la cui apertura è prevista nei prossimi mesi. La struttura completerà l’offerta dei servizi cittadini dedicati alle persone in condizione di vulnerabilità sociale e di grave disagio abitativo, offrendo una soluzione stabile e temporanea a chi non ha una casa o sta uscendo da situazioni di forte difficoltà. Sarà uno spazio pensato non solo per accogliere, ma per accompagnare verso l’autonomia: le persone ospitate, anche dopo un primo percorso nei servizi per l’inclusione, potranno sperimentare una vita più indipendente, contribuendo in parte ai costi dell’alloggio e contando su un supporto educativo leggero.
Ogni inserimento sarà affiancato da un progetto personalizzato, con l’obiettivo di rafforzare le capacità individuali, favorire l’uscita definitiva dal circuito dell’accoglienza e accompagnare l’accesso a soluzioni abitative stabili, come l’edilizia residenziale pubblica o il sostegno all’affitto”.“A questo si affiancano anche i servizi diurni di inclusione sociale “Stazioni di posta”, oggi gestiti da un ente del terzo settore presso “L’Angolo” di via Industriale. Si tratta di uno spazio dedicato alle persone senza dimora, dove poter trascorrere la giornata in un ambiente sicuro e accogliente, trovare ascolto e ricevere un supporto concreto nella gestione dei bisogni quotidiani. Qui è possibile accedere ai servizi essenziali, orientarsi nella rete socio-sanitaria del territorio e avviare percorsi di presa in carico personalizzati. L’obiettivo non è solo rispondere alle emergenze, ma costruire relazioni e accompagnare gradualmente gli utenti verso maggiore stabilità e autonomia. Il centro è attivo cinque giorni alla settimana, nelle ore del mattino e nel primo pomeriggio, e propone attività diversificate: orientamento ai servizi, mediazione linguistico-culturale, consulenze sanitarie grazie a un ambulatorio itinerante con medico e infermiera, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità psicologica. Accanto a questo, vengono promosse occasioni di socialità e benessere – come colazioni di gruppo, orto e giardinaggio, laboratori manuali e creativi, attività sportive leggere e servizi per la cura della persona – perché anche piccoli gesti quotidiani possono aiutare a ricostruire dignità, fiducia e relazioni”.
Ambulatorio itinerante di prossimità
Dal mese di gennaio 2022 è inoltre attivo il progetto “Ambulatorio itinerante di prossimità”, promosso dal Comune di Brescia come capofila assieme all’Asst Spedali Civili. Un’équipe mobile composta da medici e infermieri raggiunge regolarmente i luoghi di accoglienza – dormitori, centri diurni e servizi a bassa soglia – per portare le cure direttamente dove si trovano gli utenti più fragili.
L’obiettivo è semplice, ma fondamentale: non aspettare che siano le persone a chiedere aiuto, ma andare loro incontro. Molti, infatti, non si rivolgono spontaneamente ai servizi sanitari per difficoltà personali, problemi di salute mentale, dipendenze o mancanza di fiducia. Gli operatori offrono visite, medicazioni e consulenze sanitarie, valutano le situazioni più delicate e accompagnano, quando necessario, verso percorsi specialistici come i servizi per le dipendenze o i centri di salute mentale e lavorando in stretta integrazione tra ambito sociale e sanitario. Si tratta di un modello che unisce cura e prossimità: un presidio concreto, pensato per intercettare chi rischierebbe altrimenti di restare escluso dal sistema di assistenza e per costruire un primo contatto di fiducia, spesso decisivo per avviare un percorso di tutela e accompagnamento.