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Il singolo « The Fall » di Elisa Minelli è un inno alla resilienza

L'inedito dell'artista, classe 1992, è disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale

Il singolo « The Fall » di Elisa Minelli è un inno alla resilienza

Il singolo « The Fall » di Elisa Minelli è un inno alla resilienza.

Elisa Minelli presenta il singolo The Fall

La caduta è «un’esperienza inevitabile ed essenziale dell’esistenza umana» e il dolore che ne deriva, quello che ci fa vibrare le corde del cuore e mette a soqquadro i nostri pensieri, è la più naturale delle conseguenze. Lo racconta Elisa Minelli, autrice del brano inedito « The Fall ».

Classe 1992 e originaria di Ospitaletto , Minelli è cantante, pianista, docente e firma di diverse opere da solista («True Love for Christmas Eve» del 2022 e, nel 2020, dell’ep «Rebirth», il cui «Anastasija» ha raggiunto oltre 22.136.000 streaming) e in coppia con Sergio Lorandi (si ricorda l’ep 2025 «Star Eyes»). Con una carriera al pianoforte che si apre nel 2006, Elisa approfondisce lo studio della voce al Triennio Accademico di Perfezionamento Canto Jazz all’Accademia di Alta Formazione Musicale di Verona, dove si diploma nel 2014.

Le parole dell’artista

Disponibile dall’11 gennaio su tutte le piattaforme di streaming, il singolo è:

«Un messaggio di resilienza: cadere, lottare e risollevarsi – ha spiegato l’artista – L’ispirazione arriva dall’amor fati di Nietzsche, l’esaltazione della leggerezza anche nella sofferenza e nei risvolti più tragici della vita, per dire sì all’esistenza così com’è».

Perché in un mondo che ci vuole tutti d’un pezzo, la vera ribellione è saper accettare le proprie incrinature, le pieghe (e forse le piaghe) che segnano l’armonia del quotidiano. Del resto, come scrive Umberto Eco, «il dolore è certamente fenomeno universale»; sta a ciascuno trovare la strada giusta dopo l’inciampo.

Gli ingredienti

Registrata e mixata presso lo studio Phoenix di Emilio Rossi a Castel Mella, la composizione per pianoforte e organico orchestrale ridotto (archi, celesta, corno francese, trombone e percussioni) si compone di cinque parti riconducibili ad alcune delle principali fasi del dolore della moderna letteratura. L’incipit corrisponde alla fase della negazione (o del rifiuto): la musica, che inizialmente rimanda a un mondo magico grazie al suono della celesta e del synth, si fa minacciosa attraverso il dialogo di trombone, corno francese e contrabbasso, mentre un violoncello pizzicato si insedia misterioso tra pianoforte e bastone della pioggia. Segue un nuovo tema, con rimandi balcanici, cantato dal pianoforte, la cui drammaticità è sottolineata da archi e ottoni (è la depressione). La rabbia è poi espressa dal violoncello solista (dal gusto arabo), sostenuto dalla ritmica di tutta la sessione d’archi. A seguire la contrattazione, una sorta di lotta interiore resa dalle percussioni e con un nuovo tema cantato dagli archi, con arpeggi al pianoforte e risposte degli ottoni in stile epico. L’ultima a essere esperita è l’accettazione: «Un avanzare resiliente con un’armonia che infonde ottimismo e serenità».

Simbolo di resilienza oltre alla musica anche la copertina del singolo. Una fotografia scattata da Elisa l’estate scorsa: una rosa adagiata sull’acqua. A preannunciare un forte temporale, una violenta raffica di vento fa cadere in acqua una rosa, che però non affonda, nemmeno dinanzi alla tempesta tumultuosa della propria esistenza: è la rosa resiliente.