Il deserto del Sahara come palcoscenico per una sfida che va oltre il risultato sportivo e mette al centro la solidarietà. Rudi Amati, runner toscomadernese esperto di prove estreme, ha annunciato la sua partecipazione alla Marathon des Sables con un obiettivo speciale: correre al fianco di SCN8A Italia ODV.
L’impresa a fin di bene
L’associazione, nata nell’estate del 2020, riunisce le famiglie di bambini e ragazzi affetti da una rara mutazione genetica, e l’impresa di Amati servirà a dare visibilità a questa condizione e a sostenere la ricerca scientifica. La mutazione del gene SCN8A causa epilessia farmaco resistente, disabilità gravi e ritardo cognitivo, mettendo a dura prova i piccoli e i loro cari. La volontà dell’associazione è di creare un punto di riferimento per tutte le famiglie che convivono con questa mutazione altamente invalidante, che ha un impatto profondo sulla quotidianità e sulla qualità della vita. L’obiettivo dell’organizzazione è duplice: da un lato fornire supporto diretto e informazioni per non far sentire soli i genitori, dall’altro coinvolgere attivamente clinici, ricercatori e aziende farmaceutiche per accrescere le conoscenze scientifiche. Questo impegno è fondamentale per arrivare a terapie specifiche nell’ambito della cosiddetta medicina di precisione. Non è la prima volta che l’atleta si confronta con i propri limiti. Amati arriva a questo appuntamento dopo aver completato l’Everesting sul Pizzocolo nella scorsa primavera e aver chiuso, a novembre, il Garda Riviera Run Tour percorrendo 147 chilometri in meno di 24 ore. Per il cinquantacinquenne si tratta inoltre di un ritorno tra le dune, dopo l’esperienza del 2019 all’Ultra Mirage in Tunisia, una 100 chilometri portata a termine con temperature medie di 40 gradi. Dal 3 al 13 aprile 2026 la sfida si sposterà nel deserto del Sahara, in Marocco, per un’ultra-maratona leggendaria considerata tra le più dure al mondo. Rispetto alla distanza classica, l’edizione 2026 della Marathon des Sables si svilupperà su un totale di 270 chilometri da percorrere in sei giorni per cinque tappe estenuanti. Amati affronterà la prova in completa autosufficienza, trasportando sulle spalle tutto il necessario per la sopravvivenza: cibo, sacco a pelo, materassino e attrezzatura per cucinare. Il tutto in un contesto dove le temperature possono raggiungere i 50 gradi e le tempeste di sabbia sono una costante Ma lo farà per una causa che supera la fatica fisica. L’impegno di Rudi Amati è totale e nasce dalla volontà di dare un senso profondo a ogni passo sulla sabbia rovente:
“Ogni chilometro sarà dedicato ai bambini e alle famiglie SCN8A. Voglio trasformare la mia fatica in energia positiva, in sostegno concreto e in ricerca”.
La campagna di solidarietà è già entrata nel vivo grazie a una raccolta fondi dedicata sulla piattaforma GoFoundMe, dove sarà anche possibile seguire tutti gli aggiornamenti dell’impresa già a partire dalla preparazione. L’obiettivo è ambizioso: finanziare i progetti di ricerca, offrire supporto pratico alle famiglie e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie genetiche rare.