Una Residenza Artistica Rurale nel cuore della Bassa.
Prima con la poesia ora con l’arte
Prima lo è stato con la poesia, grazie al concorso nazionale promosso dal comune dedicato a Veronica Gambara, ora è con l’arte che Pralboino vuole rimettere al centro la cultura, la storia, l’amore per il bello senza dimenticare il legame con il territorio. Arriva così l’open call artistica R.A.R. – Residenza Artistica Rurale che invita giovani artisti e artiste, dai 18 ai 29 anni, a partecipare al bando di selezione in vista di una residenza artistica che si terrà nel comune della Bassa con la finalità di costruire, in via sperimentale per il primo anno, una relazione tra luoghi ed esperienze di partecipazione al rinnovamento della comunità, attraverso la creazione e produzione artistica.
Una piccola fucina di talenti e laboratorio dove poter coltivare passioni e inclinazioni che vede protagonista il paese della Bassa, che si candida a diventare vivo e attivo, da un punto di vista culturale. E se è vero che il bello chiama il bello, si può pensare all’avvio di un filone che possa fungere da stimolo per i giovani e non solo a esprimersi attraverso arte, scrittura e ogni forma tessendo relazioni con la comunità. Per farlo perché non ospitare e dare spazio ai giovani artisti? Da qui ecco l’idea della Residenza Artistica Rurale che unisce tra le sue finalità proprio l’arte il bello e il territorio.
La Rar
«La Residenza Artistica Rurale consente ai destinatari di vivere, di operare in ambienti nuovi, diversi dagli studi o spazi di lavoro abituali, permette di riflettere e lasciarsi contaminare dal luogo e dalla comunità che abita il territorio» hanno scritto nel bando i promotori, la famiglia Cosio e il Comune – La residenza vuole valorizzare e promuovere la cultura, proponendosi come possibilità di immersione per trarre ispirazioni, forme ed emozioni. L’artista potrà diventare parte della realtà di Pralboino per vivere un’esperienza che si possa legare alla sua tradizione e alla sua cultura: un’occasione di scambio reciproco, dialogo e crescita. Inoltre, il candidato potrà interagire artisticamente con gli spazi del paese. Altro obbiettivo è risvegliare l’attenzione del pubblico nei confronti dei giovani artisti, per creare ambienti di supporto e stimolo per la loro creatività, dando loro un’opportunità di espressione, in un’azione coinvolgente e partecipativa finalizzata alla riflessione. Altro obiettivo è superare l’opera come entità autonoma e astratta all’ambiente di riferimento, che possa interagire con lo spazio in cui si sviluppa».
Un realtà che potrebbe apparire per molti aspetti «cittadina» ma che sempre più sta prendendo piede nei piccoli borghi con la riscoperta di ritmi lenti e di zone d’Italia e del mondo spesso dimenticate che nascondono tesori naturalistici e di tradizione che vengono così valorizzati e apprezzati.
I protagonisti
La R.A.R. è un’opportunità per giovani creativi e creative di età compresa fra i 18 e i 29 anni che necessitano di spazi per sviluppare la propria ricerca e che hanno voglia di entrare in contatto con nuove persone, modi di vita e paesaggi.
«Gli artisti e le artiste potranno esprimersi attraverso media differenti, a titolo esemplificativo non esaustivo: pittura, scultura, decorazione-interior, fotografia, opere digitali, opere video – hanno detto – La R.A.R intende proporre un connubio tra le arti tradizionali e le nuove arti contemporanee e digitali. La realizzazione di un’opera nascerà dalla relazione, dall’analisi e dal confronto con le specificità e dalle peculiarità di un territorio. Gli artisti e le artiste che avranno necessità di recarsi presso gli ambienti di studio, potranno farlo liberamente».
Il legame con il paese
Si tratta di una residenza artistica che si definisce rurale, quindi legata alla campagna della Bassa.
«È un territorio ricco di storia e tradizione, con una comunità unita e ospitale. Profondamente legato alla vocazione agricola e alla tradizione delle risaie, è anche custode del fascino dell’architettura rurale, immerso in una fitta rete di canali e fontanili vitali per l’irrigazione delle campagne e testimonianza dell’ingegneria idraulica storica della provincia – si legge nel bando che presenta la sede dell’iniziativa – Un contesto ideale per artisti e artiste che cercano una connessione con il territorio e le sue narrazioni, lontano dal frenetico mondo contemporaneo e favorevole alla concentrazione e all’introspezione creativa. Oltre a punti di riferimento architettonici come la Basilica Romana dedicata a Sant’Andrea, il Castello Gambara e la Torre Civica, la vera ricchezza è la quotidianità delle sue piazze, terreno fertile per il contatto e l’interazione con gli abitanti, custodi viventi delle tradizioni locali. Un’immersione completa nelle tradizioni, nella storia e nell’arte. La R.A.R. troverà la sua sede presso cascina Cosio, un cascinale rustico che Enrica e Giovanna Cosio hanno deciso di utilizzare a questo scopo per onorare i propri genitori che lo vivevano. Il Comune di Pralboino ne dà il patrocinio gratuito».
Come funziona la Rar
La residenza è dotata di cucina, bagno e una camera condivisa. Il vitto è a carico dell’artista. Per esprimersi, gli artisti e le artiste avranno a disposizione un grande laboratorio interno, un porticato coperto e un ampio giardino.
Il bando è stato aperto nei giorni scorsi per cui gli artisti e le artiste possono inviare le loro candidature fino al 30 all’indirizzo e-mail: residenza.rar@gmail.com.Dopo il bando il programma della Rar prevede ad inizio settembre l’allestimento della mostra conclusiva con inaugurazione, che rimarrà aperta fino a fine mese.