bacino lacustre

Gargnano: recuperate reti da pesca abbandonate sui fondali

Per il recupero sono state necessarie due immersioni: ad essere trovate più reti intrecciate fra loro ad una profondità compresa fra i 17 e i 39 metri

Gargnano: recuperate reti da pesca abbandonate sui fondali

Gargnano: recuperate reti da pesca abbandonate sui fondali

Recuperate a Gargnano reti da pesca abbandonate sui fondali del lago

Nei giorni scorsi (giovedì 8 e sabato 10  gennaio 2026) Ghost Diving Lombardy Lakes e Benaco Guardians sono intervenuti nell’Alto Garda e, più precisamente a Gargnano, per recuperare reti da pesca abbandonate che erano state già individuate a dicembre. Per il recupero sono state necessarie due immersioni: ad essere trovate più reti intrecciate fra loro ad una profondità compresa fra i 17 e i 39 metri. Presenti anche vecchie reti e cordame individuati a 6 metri di profondità.

 

Ma una volta sott’acqua è stato trovato molto di più di quanto si potesse immaginare: oltre 150 metri di reti, per una superficie di 190 mq ed un peso di 29 chilogrammi:

“É stata tosta recuperare oltre 150 metri di reti fantasma – ha dichiarato Marylou Nesi  di Benaco Guardians , referente per il Lago di Garda per il progetto GDLL -. Nella prima immersione di giovedì eravamo in due ed è durata novanta minuti. Sabato eravamo in cinque ed è durata sempre novanta minuti. All’interno delle reti abbiamo trovato numerosi persici e gamberi in stato di decomposizione. Oltre ad alcuni frammenti dispersi nell’acqua, una parte consistente delle reti era appoggiata al fondale e si estendeva su un’ampia area. La situazione era particolarmente grave perché più reti, posizionate a profondità diverse tra i 17 e i 39 metri, erano intrecciate tra loro, creando una vera e propria trappola mortale per la fauna acquatica. Le reti non erano molto vecchie: il nylon era ancora bianco ed erano presenti diversi gavitelli. Stimiamo quindi che fossero in acqua solo da poche settimane. Durante il rientro abbiamo individuato, a circa 6 metri di profondità, altre reti e cordame ancorati al fondale tramite diverse cime. Queste reti in nylon erano ormai scure e si staccavano facilmente, segno evidente che si trattava di reti molto vecchie”.

 

 

Il problema delle reti fantasma

Le reti fantasma nei laghi lombardi sono un pericolo non indifferente, un problema che è necessario combattere. In questo senso si muove l’azione di Ghost Diving Lombardy Lakes che nasce sotto l’egida dell’organizzazione internazionale Ghost Diving. Quest’ultima è la più grande associazione al mondo composta da subacquei tecnici che recuperano reti e attrezzature da pesca abbandonate sui fondali del mondo e sono molto pericolose:

Nesi  «L’iniziativa – ha specificato Nesi – è completamente volontaria. Il gruppo di riferimento per “Ghost Diving Lombard Lakes” è “North Central Divers” di Bergamo che collabora da parecchi anni con “Ghost Diving” sul lago d’Iseo. Poi dall’inizio del 2025 il progetto si è espanso a tutta la Lombardia. L’obiettivo è sensibilizzare».

Si tratta di un problema di non trascurabile importanza:

«Le reti da pesca – ha spiegato Nesi – oltre ad essere strumento di morte per gli abitanti del lago, contribuiscono ad inquinare fortemente le acque a causa del resistente materiale sintetico di cui sono costituite».

E la loro presenza nelle acque del bacino lacustre benacense è tutt’altro che esigua, negli ultimi dieci anni grazie alla collaborazione con la Guardia Costiera e con la Polizia provinciale sono state circa una trentina quelle recuperate da «North Central Divers».