Pusher trovato con un etto di hashish: scattano le manette ai polsi di un 30enne, sarà espulso.
Trovato a Brescia pusher con un etto di hashish
Sono scattate le manette ai polsi di un 30enne gambiano regolare sul territorio ma senza fissa dimora con numerosi precedenti. Ma procediamo con ordine: nei giorni scorsi gli agenti mentre transitavano in via Tartaglia a Brescia hanno notato un uomo il quale, accortosi della loro presenza, ha assunto un atteggiamento sospetto accelerando il passo per sottrarsi al controllo. Un atteggiamento che, come è facile immaginare, ha insospettito i poliziotti i quali gli hanno intimato l’Alt per poterlo controllare.
Nel corso dei controlli il 30enne si è mostrato molto agitato: in un primo momento ha cercato di sottrarsi al controllo e ha cercato di nascondere un involucro di cellophane termosaldato che, prontamente recuperato dagli Agenti, è risultato contenere circa 85 grammi di Hashish. Gli agenti hanno quindi eseguito una perquisizione personale a seguito della quale sono stati trovati: – 1 involucro trasparente di nylon termosaldato contenente 12 grammi di Hashish pronti per lo spaccio; – 1 rotolo di cellophane trasparente utilizzato per confezionare le dosi di stupefacenti e 1 taglierino richiudibile. Quanto trovato è stato sequestrato.
Il malvivente è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi. É stato messo a disposizione della Procura della Repubblica.
La misura del Questore
Il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori ha disposto nei suoi confronti la revoca del permesso di soggiorno per poi poter procedere alla sua espulsione dall’Italia una volta scontata la pena.
“La prevenzione e la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti è di fondamentale importanza nell’azione di Polizia al fine di sottrarre alle organizzazioni criminali le fonti di sostentamento illecito – ha evidenziato il Questore Sartori -. In tal modo, inoltre, si pone un argine al dilagare del micro-spaccio di piazza che genera non solo un incremento dei reati predatori finalizzati all’ottenimento del denaro per acquistare le dosi, ma anche un diffuso sentimento di insicurezza nei cittadini”.