Offlaga, la storica edicola del paese chiude dopo decenni di attività.
Chiusura per la storica edicola
Si sono chiuse a fine anno (2025) per l’ultima volta le porte dell’edicola di Offlaga, un punto di riferimento in via Marconi che per decenni ha accompagnato le giornate dei residenti. Una notizia che circolava dall’estate, confermata dalla titolare che ha lasciato un velo di malinconia nella comunità. Rilevata nell’aprile del 2000 dalla vecchia edicolante la cui famiglia la gestiva da decenni.
A quei tempi l’edicola si trovava in via Luzzaga e non era soltanto un luogo dove acquistare giornali, riviste e figurine, ma vi potevi trovare «l’universo», qualsiasi oggetto anche i più introvabili lì c’erano. Poi nell’aprile del 2004 lo spostamento nella nuova sede.
Un bel negozio con arredi in legno, due belle vetrine sempre ben allestite, le merci ben assortite e ordinate poste sugli scaffali, le locandine dei giornali incollate sulla porta d’ingresso, proprio un bel locale.
Divenuta fin da subito anche una caffetteria, all’interno o nello spazio all’aperto non mancavano gli incontri e i saluti mattutini, le piccole confidenze scambiate tra una ricarica telefonica e il quotidiano preferito, una pastina e una tazza di caffè.
La sofferta decisione
Per molti, rappresentava un frammento di quella socialità spontanea che caratterizzava il paese «di una volta».
Negli ultimi anni, le aumentate difficoltà di gestione, il calo delle vendite della carta stampata, l’avvicinarsi dell’età della pensione hanno portato alla sofferta decisione.
«Non è stata una scelta facile – ci dice Patrizia, la titolare – nonostante le difficoltà crescenti ho resistito, ma per me è arrivata l’ora della pensione e dopo tanti anni dietro al bancone era ora di pensare un poco di più a me stessa e alla mia famiglia. Porto con me tanti bei ricordi, spero che questa storia resti nel cuore di chi ha sempre avuto una parola gentile per noi. A fine dicembre esporrò un piccolo messaggio di saluto, come gesto di gratitudine verso tutti i clienti che negli anni hanno sostenuto l’attività. In questi mesi ho cercato di cedere l’azienda, finora nessuno si è fatto avanti, ma se a qualcuno interessa io sono qui».
Le reazioni
La notizia ha suscitato molte reazioni, soprattutto tra gli abitanti più anziani, che ricordano anche i tempi in cui l’edicola era nella vecchia sede. Gli scolari ricordano gli acquisti all’ultimo minuto prima di andare a scuola, le prime raccolte di figurine dei calciatori, le carte dei Pokemon, i consigli su un libro o una rivista.
«Era un punto di riferimento – afferma una residente – Non un negozio qualsiasi, ma un luogo familiare, dove passavi anche solo per scambiare due parole ed eri sempre accolta dal sorriso e dai riccioli biondi di Patrizia».
La chiusura dell’edicola porta con sé anche una riflessione più ampia sul destino degli esercizi commerciali nei piccoli paesi.
Attività che, oltre al loro ruolo economico, rappresentano legami sociali fondamentali.
Con la loro scomparsa rischiano di indebolirsi quei rapporti spontanei che contribuiscono all’identità stessa di una comunità.
Con la chiusura dell’edicola, il paese saluta un pezzo della propria memoria collettiva. Un luogo semplice capace di lasciare quotidianamente un’impronta profonda nel tessuto sociale locale. Un simbolo di un tempo che cambia, forse troppo in fretta.