Attenzione

Si spacciano per il CUP, ma prosciugano il credito: occhio agli sms truffa

Il racconto di una coppia di Chiari, che si è vista spillare 38 euro. Già a novembre la Regione aveva diramato un'allerta, ma cadere nella rete è facile

Si spacciano per il CUP, ma prosciugano il credito: occhio agli sms truffa

Si spacciano per addetti dei Centri unici di prenotazione del Sistema sanitario lombardo, ma in realtà sono operatori collegati a numeri di telefono a pagamento che, in poco tempo, prosciugano il conto telefonico dei malcapitati. Succede sempre più spesso, in queste settimane, che alcuni truffatori facciano leva sulle preoccupazioni sanitarie dei cittadini, inducendoli a telefonare a numeri a pagamento per ricevere fantomatiche “importanti comunicazioni” a proposito di visite, prenotazioni o esami. Recentemente è capitato ad una coppia di pensionati di Chiari, marito e moglie, che si sono visti bruciare in pochi minuti 38 euro di credito telefonico.

Occhio al prefisso “893”: si tratta di numeri a pagamento

Nonostante la stessa Regione e a cascata l’azienda sanitaria (la Asst Franciacorta, in questo caso) avesse messo in guardia, da novembre, gli utenti contro truffe del genere, basta davvero un attimo per cadere nella trappola e per essere ingannati da Sms che sembrano in tutto e per tutto autentici. Complice poi la comprensibile ansia che accompagna ogni appuntamento medico, è sufficiente abbassare di poco la guardia per finire nella rete, e vedersi in breve azzerato il conto telefonico.

A Chiari, tutto è cominciato quando i due coniugi si sono trovati sul telefono un sms, firmato da sedicenti addetti del Centro unico di prenotazione dell’ospedale cittadino. Il messaggio chiedeva di chiamare il numero 893839975, per importanti comunicazioni. Due chiamate di pochi minuti, da entrambi i cellulari prima della moglie e poi del marito, sono bastati per bruciare entrambi i crediti. Oltre a denunciare il fatto ai carabinieri della stazione cittadina, la coppia ha deciso di scrivere una lettera ai nostri colleghi di ChiariWeek per evitare che altre persone vengano truffate.

L’sms e l’invito a chiamare un numero (a pagamento)

«Gentilissimo direttore, del telefono ormai nessuno può farne a meno. Indubbiamente la sua utilità è innegabile. Ma a volte può causare dei disservizi e dei guai, se usato per scopi illeciti. Lunedì 5 gennaio verso le 13.45 sul mio cellulare mi giungeva un messaggio da parte del «Centro Unico Prenotazione» (Cup) con l’invito a contattare urgentemente il numero 893839975 per importanti comunicazioni che mi riguardavano. Il numero dal quale è arrivato il messaggio sms è 3519588139. Io e mio marito da subito ci siamo preoccupati in quanto questo mese abbiamo una visita specialistica. Subito contattato il numero, ci rispondeva una signora dall’accento meridionale dicendoci di rimanere in attesa giusto il tempo di controllare la pratica. Ma l’attesa si faceva lunga con l’invito a rimanere in linea. Dopo vari minuti la linea naturalmente cadeva e nel continuare a chiamare succedeva sempre la stessa cosa, sino a che la telefonata non veniva più inoltrata per credito telefonico esaurito. Non potendo più chiamare col mio telefono, anche mio marito ha riprovato col suo. La stessa storia: la centralinista, molto sbrigativa, invitava ad attendere. E alla fine, anche quel cellulare ha esaurito il credito».

Segnalazioni in tutta la zona

La coppia ha presentato denuncia ai carabinieri, mentre varie altre segnalazioni analoghe stanno circolando in queste ore sui social network non solo della Bassa bresciana ma anche della Bergamasca. A novembre la stessa Regione Lombardia, come detto, aveva diramato un’allerta.

“Regione Lombardia avvisa i cittadini che stanno circolando falsi SMS che sembrano provenire dagli “uffici CUP” ma sono tentativi di truffa. Nel testo dei messaggi si parla di “Centro Unico Primario” (dicitura errata!) e si invita a chiamare numeri a pagamento, come il 89342270, per presunte “comunicazioni che la riguardano” NON rispondete, NON richiamate, NON cliccate link e NON date informazioni personali. Il prefisso 893 indica servizi a pagamento e può causare gravi addebiti. Ignorate il messaggio, segnalatelo alla Polizia Postale, usate solo i canali ufficiali di Regione Lombardia per informazioni sanitarie”.

Evidentemente, il fenomeno sta avendo una recrudescenza, nei primi giorni dell’anno.