il progetto

Il cuore grande di Emma Battela: a 10 anni raccoglie fondi per l’ospedale che cura la sua mamma

Uno dei lavoretti della bambina di Castelcovati è diventato il gadget ufficiale della stagione 2026 dei Vespa Club di Chiari

Il cuore grande di Emma Battela: a 10 anni raccoglie fondi per l’ospedale che cura la sua mamma

È una storia che parla d’amore, quello vero, che nasce in famiglia e si trasforma in un gesto concreto capace di coinvolgere un’intera comunità. Quello di Emma Battel, una bambina di appena dieci anni che, di fronte alla malattia che ha colpito mamma Simona, ha deciso di reagire con la forza della creatività e della solidarietà. Per sostenere l’ospedale che sta curando sua madre, la Fondazione Poliambulanza di Brescia, Emma ha dato vita a un piccolo laboratorio casalingo, dove nascono portachiavi e altri coloratissimi gadget realizzati a mano. Oggetti semplici, ma carichi di significato, messi in vendita per beneficenza: e quella che all’inizio sembrava solo un’iniziativa senza pretese, tenera e dolcissima, proprio come è lei, si è trasformata, giorno dopo giorno, in una grande gara di partecipazione.

A 10 anni raccoglie fondi per l’ospedale che cura la sua mamma

L’idea è nata proprio da lei, da una bambina cresciuta nell’affetto e nei valori dell’aiuto reciproco, che davanti alle difficoltà ha scelto di «crescere un po’ più in fretta», trasformando l’incertezza del momento in un enorme gesto d’amore. Dopo averne parlato con papà Luca, Emma ha acquistato tutto il necessario per realizzare le sue creazioni, vendute anche attraverso un banchetto allestito a dicembre all’esterno della struttura ospedaliera, con un solo obiettivo: fare la differenza.

«Il mio progetto nasce dalla voglia di aiutare le persone che stanno affrontando una dura battaglia, come la mia mamma», racconta Emma. «Ho pensato di creare piccoli oggetti da vendere per beneficenza e donare il ricavato al reparto di oncologia che le sta dando amorevoli cure».
In questa avventura, Emma non è e non è mai stata sola. La sua idea è diventata presto un lavoro corale che ha coinvolto tutta la famiglia: mamma Simona, papà Luca, la sorellina Noemi, ma anche nonni e parenti, che nei giorni scorsi hanno dato vita a una vera e propria «catena di montaggio solidale», ritrovandosi durante le feste a creare, condividere, anche sperare insieme. Ognuno con il proprio compito, uniti da un unico obiettivo.

La sinergia con il Vespa Club di Chiari

E la risposta del territorio è stata («inaspettatamente», lo ammettono) enorme, quasi quanto il cuore grande di Emma. Da chi si è fermato al banchetto a chi ha contattato direttamente la famiglia, in tantissimi hanno voluto (e continuano) a contribuire alimentando questa raccolta fondi. Una solidarietà che oggi viaggia anche su due ruote.

Il Vespa Club di Chiari, di cui Luca Battel è socio da anni, ha deciso di sostenere il progetto incaricando la piccola Emma di creare il gadget ufficiale della stagione 2026, simbolo di un legame nato dal cuore. Un progetto fortemente voluto dal presidente Simone Ardolfi e da Fabio Togni, presentato nelle scorse settimane. Immancabili i ringraziamenti di Emma alla realtà clarense, che ha dimostrato come fare del bene non sia prerogativa di pochi, ma un gesto collettivo.

Intanto la battaglia di mamma Simona continua, così come quella quotidiana dei medici che la seguono. A Natale è riuscita a tornare a casa per qualche giorno, per festeggiare le feste e il suo compleanno in famiglia: un momento di normalità prezioso, reso ancora più intenso dall’abbraccio dei suoi cari. Da questa storia resta un messaggio forte e universale, lanciato con la semplicità di una bambina ma con la potenza di una grande lezione di vita: amore, speranza, coraggio e resilienza. Perché, come insegna Emma, «l’amore vince sempre e nulla può davvero toccarci finché stiamo insieme». Il futuro, dopotutto, è ancora tutto da scrivere.