Nelle piccole comunità resistono per fortuna ancora alcuni punti di riferimento che per la popolazione sono fondamentali: il medico, il parroco, il negozio di fiducia, il fornaio, il farmacista. A questi professionisti, ognuno per il proprio ambito, i cittadini fanno riferimento, e in alcuni casi, come quello del farmacista non si tratta solo dell’acquisto di un farmaco, ma di un consulto, di un supporto, di un consiglio, di una prima diagnosi, in un rapporto che è basato prima di tutto sulla fiducia. E’ proprio quanto accaduto nei giorni scorsi alla farmacia della dottoressa Roberta Rossi nella frazione di Castelletto di Leno, per cui un consulto ha letteralmente salvato un cliente dall’infarto. L’uomo da qualche giorno accusava un dolore al petto e si è convinto a chiedere un parere alla farmacia che lo ha preso in carico e dopo un primo esame spedito al Pronto soccorso, dove l’uomo è finito in sala operatoria nel giro di poche ore.
Il consulto in farmacia
“Un nostro cliente che frequenta la farmacia si è presentato da noi nel primo pomeriggio dicendo che aveva questo dolore al petto – ha raccontato la dottoressa Rossi – la collega in servizio gli ha fatto una piccola intervista in cui l’uomo ha spiegato che da circa due giorni sentiva dolore e la moglie ha insistito perché venisse in farmacia per un elettrocardiogramma. Qui abbiamo infatti un piccolo ambulatorio in cui lavoriamo con la telemedicina per cui eseguiamo alcuni esami di controllo, previa formazione e abilitazione. Nel caso dell’elettrocardiogramma sistemiamo gli elettrodi, rileviamo il tracciato e lo mandiamo in tempo reale al sistema refertante: qui ci sono dei cardiologi che stilano il referto e se non c’è nulla di anomalo torna indietro firmato ma se viene rilevata qualche anomalia viene chiamata in tempo reale la farmacia. In questo caso ci hanno allertato dicendo che sarebbe stato meglio inviare il paziente al Pronto soccorso perché è stata rilevata un’anomalia. La dottoressa gli ha riferito quanto detto dal centro di refertazione e subito con la moglie si sono recati all’ospedale dove gli hanno fatto un nuovo elettrocardiogramma e hanno visto che c’era qualcosa che non andava. A questo punto dall’ospedale ci hanno chiamato e chiesto di mandare il nostro cardiogramma che era sovrapponibile a quello appena eseguito. L’uomo, classe 1957, è finito immediatamente in sala operatoria ed è stato sottoposto a due angioplastiche. Ha trascorso la notte in terapia intensiva e il giorno dopo è stata la volta della terza”.
Il ruolo delle farmacie nelle piccole comunità
Fondamentale si è rivelato dunque l’intervento della farmacia che ha fatto scattare l’”allarme”.
“Ora il cliente sta abbastanza bene è già tornato a casa e dovrà seguire una cura – ha spiegato la dottoressa – E’ stata un’esperienza intensa, se non avessimo fatto quel cardiogramma, non sarebbe andata così probabilmente. Un episodio che dimostra come la telemedicina sul territorio sia una cosa utilissima, soprattutto nelle farmacia rurali, come la nostra. E’ fondamentale sottolineare l’importanza del ruolo delle farmacie come presidio sul territorio: con la Legge Finanziaria che è in approvazione la cosiddetta “farmacia dei servizi” passerà da una fase sperimentale ad essere riconosciuta con la telemedicina sul territorio nazionale come parte del Servizio Sanitario Nazionale. Il Covid ha fatto sicuramente velocizzare una serie di passaggi che erano già in corso in questa direzione: durante la pandemia le farmacie erano indispensabili soprattutto per i tamponi e questo ha permesso di far capire al legislatore che si potevano fare anche altre cose con la telemedicina, che già facciamo come holter pressori e holter cardiaci e elettrocardiogrammi tra le tre cose più importanti. Nel prossimo anno verranno introdotte anche una serie di altre attività che riguardano a 360 gradi il paziente, sempre in collaborazione con i medici di medicina generale. La farmacia non è più quindi il luogo esclusivo della dispensazione del farmaco, ma un centro di riferimento, di servizi sempre nuovi di supporto e di ascolto del paziente”.