I numeri di ChiariWeek, ManerbioWeek, MontichiariWeek e GardaWeek che usciranno in edicola settimana prossima, da 27 dicembre, saranno piuttosto diversi da quelli che siete soliti sfogliare. E vi assicuriamo che anche per noi è stato piuttosto diverso pensarli e scriverli.
Solo notizie positive dal 2025 che sta finendo

Volendo riassumere in poche pagine, infatti, questo convulso 2025 che si appresta a finire, abbiamo deciso di farlo con un occhio aperto, e uno chiuso. Selezionando e raccontando cioè solo e soltanto le migliori storie positive che siamo riusciti a raccogliere in questi dodici mesi, tra le tantissime che abbiamo pubblicato tra l’Oglio e il Garda. Ve le riproporremo, tutte insieme, come un condensato di speranza e di coraggio per il futuro.
Ecco quindi, mese per mese, il nostro 2025 arrotolato in una densa raccolta di belle storie: dal sogno di Salvatore, che sognava di incontrare il suo idolo Gabry Ponte, alla seconda vita di una scrittrice che racconta la sua malattia. Dall’impegno di una volontaria lenese per portare aiuti umanitari in Ucraina, fino alla fondazione di un gruppo di volontari che si sono battezzati Messaggeri del bello, e che si prendono cura del loro paese.
E poi tantissime altre storie: la piccola Greta, venuta alla luce in pochissimi minuti su un’ambulanza. La coraggiosa scelta di un celebre viticoltore di abbandonare il marchio Franciacorta. La nuova vita di una famiglia che ha deciso di lasciare tutto per aprire un bed and breakfast nel mezzo della Bassa bresciana. Il salvataggio di un cane finito in una roggia. Il grande sogno comune di un nuovo ospedale a Chiari. E tantissime altre.
Un numero speciale per Natale
Non ci illudiamo, certo: arrivati a pagina 48, le ferite e le incertezze che hanno caratterizzato questi mesi resteranno tal quali. Eppure – sarà che è quasi Natale – crediamo che uno sguardo diverso sul mondo e sulla cronaca, a volte, sia utile e necessario, pur senza derogare al nostro lavoro d’informazione. In quanto lettori, telespettatori, internauti, prima che come giornalisti, siamo anche noi spesso travolti e immobilizzati dalla valanga di fatti e di opinioni che intessono le nostre vite quotidiane, media compresi. Opinioni sempre più polarizzate, peraltro. E fatti raccontati frequentemente con il solo scopo di suggerire una tesi, di difendere una causa, oppure – il che è molto peggio – soltanto per fare in modo che qualcuno ascolti. Ecco invece che quando leggiamo una storia, una vera e semplice storia locale, la prospettiva cambia di colpo. Ci siamo noi – giornalisti, lettori – e c’è una persona che si racconta. C’è una vicenda allegra, curiosa, spiazzante. Una scelta di vita insolita, che piega il destino verso la felicità di sé e degli altri. Un talento che sbuca dalla quotidianità di una vita normale.
I giornali funzionano del resto anche per questo: ci permettono di cascare per qualche minuto nei panni degli altri, e di vivere un piccolo pezzo delle loro vite. E quando leggiamo storie positive, accadute a pochi chilometri da noi e a persone che forse conosciamo, ci ricordiamo che anche per noi il Bene – qualunque cosa sia, ovunque sia – è ancora possibile. Vi auguriamo, cari lettori, che possiate trovarlo. E buon Natale.