L’assessore al Bilancio si dimette e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
Si dimette l’assessore al Bilancio
L’assessore manerbiese Giacomo Treccani lascia la squadra del sindaco Paolo Vittorielli: le dimissioni mercoledì mattina.
Abbandona il gruppo, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, una figura importante nella compagine di maggioranza. Treccani fin da subito si è occupato di cariche di un certo peso come Bilancio, Tributi, Attività Produttive, Agricoltura, Sviluppo Economico.
«Adotteremo una politica di bilancio attenta all’equilibrio dei conti, volta a perseguire una progressiva e costante riduzione del debito – queste le sue parole a inizio mandato – Ci impegneremo inoltre a restituire slancio allo sviluppo economico del territorio, puntando a risolvere le criticità rappresentate dalle numerose aree dismesse oggi presenti».
Ma qualcosa, nei mesi trascorsi dai banchi della maggioranza, si è rotto.
«La Visione ti porta a sapere esattamente quale obiettivo vuoi raggiungere. L’Azione si traduce in capacità di decidere, anche assumendosi delle responsabilità. Se vengono a mancare, non si va da nessuna parte. E laddove vengano a mancare, quella non è più casa mia» ha spiegato Treccani.
Le parole dell’assessore
«Ho presentato le mie dimissioni dal ruolo di Assessore al Bilancio, Attività Produttive, Agricoltura e Sviluppo Economico. Ho appena liberato l’ufficio e ho spento la luce – ha fatto sapere in una dichiarazione fiume – In questi due anni e mezzo ho portato avanti progetti di sviluppo economico per il territorio e di relazione con le nostre aziende. Ho conosciuto un tessuto imprenditoriale straordinario, dinamico, generoso, disposto ad investire e a stanziare risorse importanti per iniziative credibili, a beneficio dei manerbiesi. Il progetto che ha portato i gruppi Estral e La Linea Verde a donare al Comune 250 mila euro in due anni da destinare a progetti sociali, è solo uno degli esempi. Ho cercato di gestire al meglio il Bilancio comunale, che abbiamo ereditato solido ma che necessita di una gestione accorta, per via dell’enorme mole di costi dai quali è gravato. Ho cercato di essere ciò che qualsiasi amministratore locale, semplicemente, dovrebbe essere. Un cittadino che si assume delle responsabilità a beneficio di altri, animato da un autentico spirito di servizio, non da ambizioni di carriera o vezzi di visibilità. Sono uno che crede nell’importanza del “far succedere le cose”».
«Le cose (quelle che contano, quelle che servono) accadono a patto che vi siano Visione e Azione. La Visione ti porta a sapere esattamente quale obiettivo vuoi raggiungere. L’Azione si traduce in capacità di decidere, anche assumendosi delle responsabilità. Se vengono a mancare, non si va da nessuna parte. E laddove vengano a mancare, quella non è più casa mia. Ho cercato, con tutti i miei limiti, di portare spinta propulsiva ad un’azione amministrativa che a tratti ho avvertito lenta e timorosa, quando le opportunità attorno sarebbero ovunque. Ho cercato di portare il focus su “dove immaginiamo Manerbio fra 10 anni”, non su “devo mandare la foto al periodico locale per la prossima uscita”. Ho cercato di far comprendere che se, ad un certo punto, il Bilancio presenta delle strettoie, il fatto di donare anche solo per un anno la propria indennità di amministratori per scongiurare rincari a carico della comunità, dovrebbe essere un motivo di onore, prima ancora che fonte di sacrificio. Arriva un momento in cui un progetto non è più casa tua. Arriva un momento in cui, quando le decisioni diventano un problema, decidere diventa l’unica alternativa. Ringrazio tutti i Consiglieri di Maggioranza, che sono stati la mia squadra, i miei compagni di viaggio e il mio costante supporto. Ringrazio i Consiglieri di Opposizione, con i quali è stato costruttivo discutere e confrontarsi. Ringrazio tutto il personale dell’Ente, dal quale molto ho imparato in questo percorso. Liberando l’ufficio, ho chiuso la porta con una punta di rammarico, ma ricordando uno dei tanti insegnamenti che mi sono stati donati nel corso della mia carriera professionale: “Quando hai un ruolo di responsabilità, decidere non è più una scelta. Se non sai decidere, lo farà qualcun altro al posto tuo”».
La reazione del sindaco Paolo Vittorielli
«Ho appreso con stupore e dispiacere la decisione dell’assessore Treccani di rassegnare le proprie dimissioni – ha commentato il primo cittadino – Poche ore prima avevamo avuto un lungo colloquio, in cui mi ha espresso alcune sue difficoltà e ho cercato di fare il possibile per rasserenarlo. Evidentemente non è stato sufficiente. In questi anni di duro lavoro e di impegno per la collettività sono stati molti e importanti gli obiettivi raggiunti e tanto si sarebbe potuto fare ancora insieme. Di comune accordo abbiamo scelto di dedicarci al bene comune, sacrificando la professione e il tempo per i nostri affetti familiari, e concordando, con questo spirito, anche una riduzione delle indennità in favore del bilancio del prossimo anno. Abbiamo seminato progetti di cui stiamo raccoglieremo e continueremo nei prossimi anni a raccogliere i frutti, nel solco di un profondo cambiamento per la nostra Comunità. Ma per lavorare con una squadra occorre sentirsi parte di essa. Occorre accettare che ogni decisione è e deve essere il risultato del dialogo e della condivisione e che ogni scelta deve essere la sintesi del pensiero del gruppo. Ringrazio il dott. Treccani per l’impegno profuso in questi anni, augurandogli ogni bene».
Lapidaria l’opposizione
«L’Amministrazione Vittorielli perde i pezzi». Non la manda certo a dire la minoranza manerbiese capitanata da Giandomenico Preti che ha commentato a caldo quanto accaduto in maggioranza: «Nelle scorse ore l’Assessore al Bilancio Giacomo Treccani ha dato le dimissioni. È la prova di quanta tensione la Giunta stia accumulando nel corso di un mandato in cui ogni ambizione e ogni visione progettuale è stata accantonata per investire tempo ed energie solo in feste, party e attività ricreative. Panem et circensem dicevano i romani – hanno fatto sapere dai banchi dell’opposizione – In questi anni non sono mancati scontri duri con Treccani, da cui ci separano tante cose. Non possiamo però non riconoscere che sia il più preparato della squadra di governo di Vittorielli. La sua fuoriuscita, di cui siamo sicuri saranno presto chiarite le ragioni, rischia di impantanare più di quanto già non sia l’azione amministrativa. Queste dimissioni sono la fine (almeno provvisoria) dello scontro tra chi davvero decide e governa(va) a Manerbio: l’assessore Almici e l’ex assessore Treccani».