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Dopo l’arresto del presidente Giancarlo Dasè, il corpo docente resta unito per garantire continuità educativa

A sostegno del lavoro della scuola interviene l’avvocato Michela Marchesi

Dopo l’arresto del presidente Giancarlo Dasè, il corpo docente resta unito per garantire continuità educativa
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Sarà il Giudice a stabilire le responsabilità di Giancarlo Dasè, ex presidente dell’Istituto «Don Tadini», accusato di appropriazione indebita e attualmente ai domiciliari. Nonostante lo choc e il clamore, l’attività della scuola professionale di via Silvioli prosegue senza sosta, intensificandosi in vista degli esami di fine anno. Il corpo docente e i dipendenti, profondamente colpiti, scelgono di non abbandonare la loro missione educativa, sostenuti dalla fiducia degli studenti e delle famiglie.

Una scuola che resiste per i suoi studenti

«Il sostegno più importante arriva proprio dai ragazzi e dalle famiglie» afferma Chiara Bottarelli, coordinatrice didattica. Il cambio rapido del rappresentante legale ha permesso di mantenere l’autorizzazione da parte della Regione Lombardia e garantire la continuità delle attività. Tuttavia, emergono ora situazioni e irregolarità insospettabili. «Avevamo fiducia in Dasè e accesso limitato a documenti e conti. Ora ci rendiamo conto di quanto ci fosse nascosto», spiega Bottarelli. La priorità resta il futuro degli alunni: «Alcuni senza questa scuola sarebbero per strada».

Un impegno ignorato dalle Istituzioni

A sostegno del lavoro della scuola interviene l’avvocato Michela Marchesi, che difende l’operato di Bottarelli e del corpo docente: «Hanno resistito a un clima difficile, con un presidente autoritario. Il lavoro fatto qui è fondamentale». Marchesi e Bottarelli denunciano però un silenzio assordante da parte delle Istituzioni: «Nessun contatto da Comune o altri enti, solo monsignor Cesare Cancarini ci ha chiamati». Il loro impegno continua: «Andiamo avanti per i nostri ragazzi. Fa male pensare che la nostra idea di scuola non fosse davvero condivisa da chi l’ha fondata».