Ambiente

Depuratore del Garda: "Anche nella procedura di appalto sono stati adottati passaggi che meritano chiarimenti"

I sindaci scrivono al Prefetto di Brescia

Depuratore del Garda: "Anche nella procedura di appalto sono stati adottati passaggi che meritano chiarimenti"
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Lettera al Prefetto di Brescia degli amministratori impegnati contro la realizzazione del depuratore del Garda a Montichiari e Gavardo.

Depuratore del Garda: la procedura di appalto merita chiarimenti

Con oggetto "Depuratore del Garda" da 11 Comuni (Muscoline, Montichiari, Gavardo, Prevalle, Bedizzole, Bagnolo Mella, Calvagese della Riviera, Vallio Terme, Paitone, Remedello, Calvisano) e dalla Comunità Montana di Valle Sabbia è partita una lettera indirizzata al Prefetto e per conoscenza a Acque Bresciane, Ato, Presidente della Provincia, Ministero dell’Ambiente e Corte dei Conti Milano. Nella lettera si legge:

"Eccellenza, è fatto notorio che le scriventi amministrazioni hanno contestato, e stando tuttora contestando, l’approvazione della realizzazione dell’opera pubblica indicata in oggetto. È altrettanto noto che la ragione dell’opposizione risiede nel fatto che il processo decisionale della localizzazione delle opere e quello pertinente alla loro progettazione e realizzazione, previo appalto pubblico, non risulta, nella nostra opinione, rispettoso delle regole procedurali vigenti. Abbiamo sottoposto le nostre deduzioni alla Giustizia amministrativa pronti, sempre, al rispetto di tutte le decisioni possibili. Questo è il presupposto indefettibile della nostra azione e questo, del pari, pretendiamo da tutti i soggetti coinvolti nelle procedure. Per questo motivo scriviamo la presente, segnalando che, anche nella procedura di appalto sono stati adottati passaggi che meritano chiarimenti. Nel verbale della riunione con l’Ufficio d’Ambito di Brescia e Acque Bresciane s.r.l., da Ella presieduto lo scorso 20 marzo 2023, è scritto che “il Commissario Straordinario chiede indicazioni sulla data in cui è prevista l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Acque Bresciane S.r.l. della documentazione di gara so-pra indicata. A tal riguardo il Direttore Generale di Acque Bresciane dà atto che è prevista una seduta del Consiglio di Amministrazione in data 30 marzo 2023”. Come noto, anche a motivo della grandissima eco mediatica, in vista di quel Consiglio di Amministrazione il Presidente della società Acque Bresciane si è dimesso".

 

"A seguito di tale passo, a fronte di successive dimissioni dei consiglieri, è decaduto l’organo amministrativo della società che deve ora essere ricostituito. Ciononostante, abbiamo assistito (è sempre di pubblico dominio) ancora una volta nella vicenda, all’illegittimo stravolgimento delle procedure decisionali: addirittura un soggetto senza titolo ha tentato di convocare il Consiglio di Amministrazione prima e l’Assemblea dei soci poi, per dar corso agli adempimenti a Lei promessi il 20 marzo, vale a dire la delibera di consiglio di amministrazione sull’appalto di progettazione. La stampa riporta che Ella ha diffidato la società Acque Bresciane a dar corso agli impegni e che, successivamente allo scadere del termine di dieci giorni da Ella medesima prescritto in diffida, sia maturato l’orientamento di ritenere inutile l’approvazione degli atti da parte del decaduto Organo Amministrativo di Acque Bresciane. Quest’ultimo, come risulta dai documenti frutto delle numerose istanze di accesso che abbiamo esperito e dalle notizie – mai smentite – di pubblico dominio avrebbe, nell’opinione degli interessati all’omissione dell’adempimento consigliare, già delegato il compito ai dirigenti della società, con la conseguenza per cui una nuova delibera sarebbe inutile. Così non è. Del resto, se ciò fosse stato, Ella certamente non avrebbe chiesto, in data 20 marzo, di conoscere la data del Consiglio di Amministrazione per l’approvazione degli atti di gara. E non a caso tale sua richiesta era del tutto corretta".

 

"È noto, infatti, che la società Acque Bresciane aveva approvato in precedenza una procedura ad evidenza pubblica basata su atti e su stanziamenti economici, di molto inferiori a quegli attuali. Quella procedura, però, è stata volontariamente posta nel nulla dagli enti competenti e sostituita con altro bando, pubblicato sulla GUUE a giugno 2022 che, però, prevede altro tipo di procedura di gara e, ciò che più conta, un rilevante aumento del prezzo base di offerta. Ebbene, siccome tali fondi sono pubblici, la loro erogazione deve essere decisa e supportata dalla delibera dell’Organo amministrativo la cui assunzione Ella stessa aveva auspicato a marzo. Così non è avvenuto, e questo è ostativo all’approvazione degli atti che vedono un consistente aumento dei costi. E siccome tale aumento, in virtù di mai ostese revisioni dei piani finanziari volti a dimostrare la sostenibilità economica dell’opera va ad aggiungersi a quello, ingente, dei costi complessivi che i cittadini dovrebbero sopportare, siamo a chiederLe tutti i chiarimenti del caso. L’incompletezza delle informazioni e la mancanza di chiarezza procedimentale che ridonda in uso di risorse pubbliche in costante aumento, anche a distanza di pochi mesi, come dimostra l’appalto della progettazione, ci inducono a sottoporre la questione alla Magistratura contabile, auspicandone l’intervento chiarificatore circa l’impiego, in costante aumento, delle risorse pubbliche di cui ad oggi non è nota la necessaria copertura finanziaria".

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