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Fucili, munizioni e specie protette: beccato un cacciatore di frodo

Nell'abitazione dell’indagato i Carabinieri hanno trovato tre esemplari di coralli, sequestrati poiché protetti: ora rischia una multa da 20mila a 200mila euro o l’arresto.

Fucili, munizioni e specie protette: beccato un cacciatore di frodo
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I Carabinieri Forestali di Vobarno, nonostante manchino ancora varie settimane all’apertura della stagione venatoria, hanno già eseguito vari interventi in Valle Sabbia per segnalazioni da parte di cittadini che hanno udito degli spari provenire dai boschi in tarda serata oppure alle prime luci del mattino, segno evidente dalla presenza di cacciatori di frodo.

Beccato un cacciatore di frodo

L’ultimo intervento risale al 22 luglio, quando i militari di Vobarno e di Sabbio Chiese hanno individuato un soggetto dedito a tali attività a carico del quale hanno eseguito una perquisizione nell'abitazione di Preseglie. I Carabinieri hanno costatato che questi deteneva due fucili all’interno di un fienile nella zona dove erano stati uditi gli spari, anziché custodirli presso la propria abitazione come previsto, ed inoltre deteneva 45 munizioni a palla unica non denunciate, per cui il tutto veniva sottoposto a sequestro.

All’esito del controllo i militari procedevano inoltre al ritiro cautelare dei restanti nove fucili, due pistole, una sciabola e mille munizioni nella disponibilità dall’indagato, ancorché regolarmente denunciati, in quanto questi – già deferito dai Carabinieri Forestali nel 2019 per il reato di omessa custodia di armi – aveva chiaramente dimostrato di non possedere più i requisiti di affidabilità per poter continuare a detenerli, come stabilito dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: il giorno successivo, infatti, gli veniva revocata la licenza di caccia e la Prefettura di Brescia emanava nei suoi confronti un decreto con il quale gli è stato vietato d’ora in poi di detenere qualsivoglia tipologia di armi, munizioni e materie esplodenti.

Nascondeva specie protette

La perquisizione ha infine consentito di rinvenire presso l’abitazione dell’indagato tre esemplari di coralli anch’essi sequestrati poiché protetti dalla Convenzione di Washington del 1973 (CITES), che tutela a livello mondiale le specie di flora e fauna minacciate d’estinzione: per tale violazione, nonché per quelle in materia di armi, il soggetto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ed ora rischia la pena dell’ammenda da euro 20.000 a euro 200.000 o dell’arresto da sei mesi ad un anno.

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